A San Siro luci spente per l’Atalanta

Eugenio Sorrentino |

San Siro aspettava l’Atalanta, ma l’Atalanta non s’è vista. Dominata dal Milan che con il passaggio alla difesa a tre non solo ha ritrovato gli equilibri, ma è tornato a esprimersi alla vecchia maniera. E le armi di sempre, ovvero fisicità unica alla tecnica individuale, velocità e verticalizzazione, hanno soppiantato il gioco della squadra di Gasperini, che ha puntato sul trequartista per pesare di più a centrocampo, finendo per subire l’aggressività dei rossoneri, senza riuscire a cambiare il corso della gara con il ricorso al tridente offensivo. Atalanta chiusa dall’inizio alla fine nella morsa milanista. I rossoneri, che pure hanno sbagliato tanto sotto porta, si sono ritrovati in vantaggio con un tiro di Hernandez sul palo e carambolato sulla schiena dello sfortunato Musso, superato ancora nel finale di gara quando sull’ennesima verticalizzazione gli si è parato davanti il solitario Messias. Di certo, la partita passerà alla storia e sarà ricordata come quella in cui l’Atalanta non ha mai tirato in porta.

Commento a Milan-Atalanta 2-0 a cura di Federica Sorrentino

LA CRONACA

Gasperini ritrova De Roon e Scalvini, sceglie il modulo con il trequartista, con Ederson alle spalle di Hojlund e Lookman, e preferisce Djimsiti a Palomino come centrale difensivo. Milan con la difesa a tre, con Giroud terminale offensivo sostenuto da Leao e Diaz.

Il primo squillo è del Milan che nel giro di 30 secondi conclude con un tiro al volo di Giraud, servito da Leao, ma la palla è fuori misura. Dopo 4’ Theo Hernandez guadagna un calcio di punizione all’altezza della lunetta, Tonali prova a trasformare ma la mira è alta. Al 7’ assist al bacio di Leao in area per Giraud che sorprende alle spalle Djimsiti e si ritrova a tu per tu con Musso ma sbaglia il tocco e manda fuori. La prima iniziativa dell’Atalanta nasce al 14’ da un break di Maehle che allunga e prova la conclusione, strozzata, con Maignan che deve solo preoccuparsi di recuperare blandamente il pallone. Ma è chiaro che il Milan fa la partita, producendo una costante circolazione della palla, costringendo l’Atalanta ad abbassarsi, con Giraud cercato con assiduità per fare da sponda agli inserimenti. Ne consegue che la squadra di Gasperini si ritrova a operare in copertura e a subire la pressione dei rossoneri, non riuscendo così a ripartire. Da questa situazione, al 26’, nasce il vantaggio del Milan. Theo Hernandez al limite dell’area raccoglie il pallone colpito di testa da Giraud e lo calcia al volo di sinistro, stampandolo sul palo alla destra di Musso, che lo vede rimbalzare sulla schiena e finire in rete. Episodio sfortunato, ma scaturito dalla pericolosità generata dal Milan. L’Atalanta continua a trovare difficoltà a risalire e non riesce a concludere. Al 33’, mentre Ederson si lamenta per una trattenuta sulla linea dei 16 metri, il Milan riparte con Leao che affonda e conclude a lato. Al 37’ altra opportunità per l’attaccante portoghese che riceve in area da Diaz e prova un tiro a giro più simile a un drop. Il primo tempo finisce senza altri sussulti. Alla ripresa del gioco l’Atalanta prova a essere più propositiva, ma la reattività non è quella dei rossoneri, che continuano a essere puntualmente in anticipo e a costruire le azioni dal basso per poi cercare le verticalizzazioni.

Intorno al quarto d’ora Musso si riscatta prima su Giroud, liberato davanti alla porta da un colpo di tacco di Diaz in un’azione che sarebbe risultata viziata da fuorigioco, e poi respingendo una stilettata di Leao. A due terzi di partita, Gasperini richiama Ederson e inserisce Boga. Mentre l’Atalanta alza il suo baricentro, dopo 5’ Muriel subentra a Lookman, sempre chiuso in ogni circostanza. Pochi secondi e con cinque passaggi in rapidità il Milan si rende pericoloso con assist di Tonali per Leao che, anche per merito di Maehle, non trova il pallone da spingere in porta. Poi, da una ingenuità di Zappacosta in fase difensiva, nasce una clamorosa occasione per Messias che manda alle stelle. Al 29’ San Siro saluta il ritorno in campo dopo 280 giorni di Ibrahimovic, che prende il posto di Giroud, mentre De Ketelaere subentra a Diaz. Dieci minuti dopo triplo cambio nell’Atalanta con ingresso di Palomino, Ruggeri e Vorlicky per Scalvini, Zappacosta e Koopmeiners. Il tentativo di arrembaggio finale da parte di Gasperini si esaurisce al 41’, quando Leao confeziona un passaggio in profondità per Messias, che brucia sullo scatto Palomino e con lo scavetto supera Musso. Partita e risultati chiusi. Sul taccuino ancora le sostituzioni di Leao e Messias con Rebic e Saelemakers, prima del triplice fischio di Mariani che ha ben diretto.

MILAN-ATALANTA 2-0

Milan (3-4-2-1): Maignan sv Kalulu 7 Tomori 7 Thiaw 6.5 Messias 6.5 (43’ st Saelemakers sv) Krunic 7 Tonali 7.5 Hernandez 7 Diaz 7 (29’ st De Ketelaere 5) Leao 6.5 (43’ st Rebic sv) Giroud 7 (29’ st Ibrahimovic 6). A disposizione: Tatarusanu, Mirante, Gabbia, Ballo-Tourè, Kjaer, Vranckx, Bakayoko. Adli, Pobega, Origi. Allenatore: Pioli

Atalanta (3-4-1-2): Musso 6 Toloi 5.5 Djimsiti 5.5 Scalvini 5.5 (39’ st Palomino 5) Zappacosta 5 (39’ st Ruggeri sv) De Roon 5.5 Koopmeiners 5 (39’ st Vorlicky sv) Maehle 5.5 Ederson 5 (18’ st Boga 5.5) Lookman 5 (23’ Muriel 5) Hojlund 5. A disposizione: Sportiello, Rossi, Okoli, Soppy, Muhameti, Chiwisa. Allenatore: Gasperini

Arbitro: Mariani 6 Assistenti: De Meo e Vecchi. IV Uomo: Sozza. Var: Guida AVar: Abbattista

Marcatori: pt 26’ aut. Musso; st 41’ Messias

Ammoniti: Toloi, Leao, Gasperini, Thiaw, Krunic

Recupero: 1, 4

Scalvini in campo a San Siro dopo il turno di squalifica (Ph: A. Mariani)

Photogallery Milan-Atalanta (Ph: A. Mariani)

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