Un altro anno per la Formula 1 è alle spalle, dopo una stagione che tanti hanno definito di transizione (il tempo dimostrerà se sia davvero così). Ciò che è già certo è che il 2026 sarà invece ricco di novità. Destinate, forse, a rivoluzionare gli equilibri in pista. E la speranza generale è che in Ferrari si trovino forze, coraggio e risorse per rimettersi concretamente in carreggiata per il titolo. Anche perché, con Lando Norris campione, la McLaren in teoria davanti a tutti, ma un Max Verstappen che venderà come sempre carissima la pelle e la Mercedes che sembra già spaventare ogni rivale, dare segni di vita e ripresa da Maranello è ormai necessario. Per rivitalizzare Lewis Hamilton, da un lato, ma soprattutto per non rischiare di perdere Charles Leclerc tra 12 mesi.
Ma che cosa lascia in eredità il 2025? Intanto, almanacchi alla mano, i titoli che hanno conquistato la McLaren e Lando Norris. L’inglese è alla prima affermazione personale, che lo rende peraltro il primo campione del mondo da otto anni a non chiamarsi Lewis Hamilton o Max Verstappen. I riflettori saranno tutti puntati su di lui: si confermerà ad alti livelli o si rivelerà un fuoco di paglia? La sua posizione, per paradosso, è quasi invidiabile: davvero in pochi sembrano credere fino in fondo in lui. Quindi da parte sua il tema sarà collezionare occasioni in cui far ricredere i numerosi detrattori. Più difficile il compito di Oscar Piastri, chiamato a riscattarsi dopo mesi di sostanziale oblio. Strada spianata invece per Max Verstappen, che comunque vada si è conquistato una stima, un rispetto e quasi un amore generalizzato difficilmente scalfibili da un’eventuale stagione balorda. Numerosi addetti ai lavori si aspettano però il definitivo, grande exploit di George Russell. E con una Mercedes attesa al ritorno al vertice, occhio alla possibile prima vittoria in Formula 1 di Kimi Antonelli.
In casa Ferrari, invece, la sensazione è che peggio di così non si possa andare. Non è del tutto vero: Leclerc viene comunque da una stagione di grande lotta e di estemporanei picchi di competitività che quantomeno gli hanno permesso di portare a casa qualche podio e la memorabile pole position dell’Hungaroring. Il peggiore degli scenari può portare il Cavallino addirittura al di fuori perfino della lotta per i primi tre posti, ma l’auspicio è che la linea percorsa sia opposta: non magari ritrovarsi già in lizza per il mondiale, ma quantomeno per vincere qualche gara. Le incognite non mancano: nel 2026 le Formula 1 cambiano completamente volto. Anche dal punto di vista estetico: oltre a nuovi regolamenti, nuovi motori, nuovi carburanti, anche le forme delle monoposto saranno del tutto diverse. Più piccole, corte, snelle, e anche con un sound tutto nuovo. Chissà se le Rosse sapranno adeguarsi a questo mondo in maniera più efficace rispetto a quello che ci siamo appena messi alle spalle.
Anche perché la rivoluzione tecnica del 2026 potrebbe essere il preludio di un’altra, più legata al «cascomercato», nel 2027. Non è un mistero che Leclerc sia all’ultimo anno di contratto con la Ferrari, e nuovi flop potrebbero indurlo ad abbandonare la nave: soprattutto in Aston Martin stanno già aspettando al varco. Non dimentichiamoci però di Hamilton, a sua volta speranzoso di mettersi alle spalle un anno da dimenticare (nel suo caso il peggiore della carriera) e intenzionato ad arricchire la sua bacheca di trofei che da troppo tempo sta solo prendendo polvere. Ma anche lui potrebbe essere all’ultimo ballo, come Verstappen in quella Red Bull che si è ripreso nel 2025 e che anche di recente è tornato a definire «una seconda famiglia». Ma siamo pronti a scommettere che, in caso di cattive prestazioni, anche queste certezze rischino di cadere come il più classico castello di carte.
Charles Leclerc è all’ultimo anno di contratto con la Ferrari (photocredits: Scuderia Ferrari)





