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Calcio 12 Gennaio 2026di Federica Sorrentino

In Atalanta uomini che fanno la storia del calcio

Quando il calcio è una storia di uomini, è allora che i calciatori fanno la storia. Non solo vincendo un titolo, ma anche solo raggiungendo traguardi prestigiosi, costruiti giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Un bravo allenatore può essere un padre (non è il caso di Raffaele Palladino, uno dei tecnici più giovani sulla piazza), o più semplicemente una figura capace di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda dei suoi giocatori. Comprendere e farsi comprendere, lavorare sulla testa prima ancora che sulle gambe. Perché è la mente che mette in moto il corpo. Possedere questi requisiti per un tecnico fa la differenza, perché significa ottenere fiducia, rispetto, partecipazione emotiva.

Palladino sembra averlo capito molto presto. Nel suo percorso sulla panchina dell’Atalanta, l’impressione è che nulla venga prima dell’uomo. Prima del calciatore c’è la persona. Parlare ai giocatori, sì, ma soprattutto parlare agli uomini. Entrare in empatia, creare un gruppo che si riconosca in valori condivisi. Lo conferma un episodio che va oltre il campo e il risultato. Dopo la vittoria casalinga nell’ultima giornata di campionato contro il Torino, Palladino ha pubblicato sul suo profilo Instagram una sequenza di fotografie. La prima è l’abbraccio con Mario Pašalić dopo il gol al 95’, un gol dedicato al padre, venuto a mancare prematuramente poco prima di Natale. A corredo, una frase: “Quando i valori umani sono la base di un grande gruppo. Forza Dea”. È il riflesso di un modo di vivere il calcio che mette al centro la dimensione emotiva e mentale. Palladino sa che un giocatore sereno, ascoltato, rispettato rende di più. Sa che nei momenti difficili, quando il risultato pesa, è la testa a fare la differenza. E la testa si allena anche con una parola detta al momento giusto, con la capacità di esserci.

In un calcio sempre più frenetico, l’approccio di Palladino rappresenta una strada diversa. Sotto certi aspetti, un ritorno al passato quanto ad autenticità, franchezza, fiducia e rispetto. Una strada che parte dai valori umani per arrivare ai risultati. Perché alla fine, quando una squadra si sente prima di tutto un gruppo di uomini, allora sì che può davvero fare la storia.

L’abbraccio tra Raffaele Palladino e Mario Pasalic dopo il gol al 95′ del 2-0 contro il Torino, accompagnato dalla dedica al padre tra la commozione generale (credits atalanta.it)