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Outdoor 18 Gennaio 2026di Marco Enzo Venturini

Dakar 2026: Bellina e Italtrans noni col brivido

Una Dakar da applausi, conclusa in crescendo dopo aver affrontato e superato importanti difficoltà. Un aspetto, in ogni caso, inevitabile e che contraddistingue tra tutti il rally raid più duro al mondo, oltre che di gran lunga il più famoso. A regalarsela sono stati Claudio Bellina, Bruno Gotti e il giovane navigatore piemontese Marco Arnoletti, che a bordo del potentissimo Iveco Evo 3 del Team Italtrans hanno rappresentato l’unico contingente bergamasco presente alla competizione. E, dopo aver rischiato addirittura il ritiro nella penultima tappa, hanno terminato la frazione conclusiva artigliando un piazzamento nella Top 10 della categoria Truck, ossia quella riservata ai camion. Per loro va quindi in archivio un onorevolissimo nono posto assoluto.

Un risultato di assoluto prestigio, per una squadra corse che negli ultimi mesi ha scritto una volta in più il proprio nome nel mondo del motorsport grazie al titolo di campione della Moto2 ottenuto dal brasiliano Diogo Moreira. L’Italtrans Racing Team, come da tradizione, ha invece mandato alla Dakar 2026 nientemeno che il fondatore 63enne Claudio Bellina, che si è incaricato di pilotare personalmente il bestione da 1.050 cavalli e 9,2 tonnellate di peso della squadra che per la diciottesima volta ha portato nel cuore del deserto. Ed è quindi riuscito a completare i 7.994 km complessivi della massacrante rally marathon, superando di slancio una giornata da dimenticare e tagliando l’ultimo traguardo con un risultato di assoluto rilievo.

Dopo l’amaro ritiro del 2025, dovuto al ribaltamento del cambio ma anche da un malessere che aveva colpito proprio Bellina, l’obiettivo dell’Italtrans Racing Team per la Dakar 2026 era di rievocare i fasti del 2024, quando il camion bergamasco aveva concluso la manifestazione al settimo posto. Il ritorno nel deserto dell’Arabia Saudita (che da anni ospita il rally che originariamente partiva da Parigi per raggiungere la capitale del Senegal, dopo aver attraversato le dune del Sahara) ha prodotto sì un nono posto finale, di cui è però legittimo essere soddisfatti. La squadra orobica ha infatti lottato con le unghie e con i denti per entrare nella Top 10 di categoria, poi l’ha coraggiosamente conservata e nell’ultimo giorno l’ha consolidata guadagnando una ulteriore posizione in classifica.

Già la decima tappa, una prova speciale di 420 km conclusa a Bisha, ha rappresentato il definitivo ritorno in Top 10 dell’Italtrans Racing Team, ottavo al secondo intertempo, undicesimo al quarto e poi capace di artigliare nuovamente il decimo. Aspra la battaglia con i giapponesi del Team Sugawara e le due squadre affidate al polacco Darek Lysek e l’olandese Ben de Groot. Proprio quest’ultimo equipaggiamento ha rappresentato la grande minaccia ai bergamaschi nei successivi due giorni: un’undicesima tappa di controllo (un’ora e 10 minuti di vantaggio da gestire) e una dodicesima che ha seriamente rischiato di vanificare la partecipazione numero 18 della squadra di Calcinate alla Dakar.

Percorrendo i 311 km che dividevano Al Henakiyah da Yanbu (la stessa località che ha poi ospitato la definitiva conclusione della Dakar 2026), il camion Italtrans è stato vittima di un inconveniente che avrebbe potuto gettare alle ortiche due settimane di fatica. «Si è incastrata nelle ruote del nostro camion una grande cinghia da traino. Chissà chi l’aveva persa o abbandonata. Sta di fatto che io e il navigatore Marco Arnoletti abbiamo faticato a toglierla. Abbiamo fatto il possibile, e siamo ripartiti con meno freni di prima. Ma alla fine, fortunatamente, abbiamo raggiunto il bivacco», ha spiegato Bruno Gotti, copilota di Bellina. Il contrattempo ha fatto momentaneamente precipitare i bergamaschi al 15° posto di giornata, poi tramutato in un miracoloso 13° dopo un’altra poderosa rimonta. Gli ultimi 100 km di sabato 17 gennaio, quindi, hanno regalato all’Italtrans Racing Team uno splendido nono posto frutto dei guai del Team Sugawara e della stoica resistenza al recupero di Ben de Groot (superato al fotofinish o quasi anche da Lysek).

Il potente Iveco Evo 3 di Italtrans Racing Team con alla guida Claudio Bellina (credits: Italtrans Racing Team)