Milano, 1°
Screenshot
Eventi 21 Gennaio 2026di Marco Enzo Venturini

Milano Cortina, le scienze e la ricerca dietro le Olimpiadi

Manca sempre meno all’inaugurazione di Milano Cortina 2026, XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali la cui importanza va ben oltre il mero aspetto agonistico e anche quello della fame e popolarità che inevitabilmente coinvolgeranno i nostri territori. Le Olimpiadi in Italia rappresentano infatti una colossale occasione di consolidamento e di sviluppo per altre branche che abbracciano una miriade di settori, dall’ingegneria alla sostenibilità.

Proprio questo è stato l’argomento di «Winter Sports Tech», evento tenutosi presso l’Aula Magna Pesenti del Politecnico di Milano mercoledì 21 gennaio dedicato all’innovazione tecnologica applicata agli sport invernali. Nel corso dell’iniziativa, che ha visto il coinvolgimento di ricercatori, docenti e anche atleti, si sono esplorati i diversi contributi che ricerca scientifica e design hanno apportato allo sviluppo di nuove tecnologie al servizio di performance atletiche e progettazione di impianti sportivi, ma anche di inclusione e sostenibilità. Il tutto unendo discipline come ingegneria, architettura e robotica alle scienze dello sport.

Moderato da Stefano Maldifassi, cinque volte campione italiano di Skeleton e oggi ingegnere biomeccanico, co-sponsor di HPM (High Performance Method), l’evento è stato introdotto da Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano, e dal Delegato alle attività sportive dell’università Pierangelo Metrangolo. Dall’ateneo milanese si è voluto evidenziare come gli occhi del mondo siano puntati sul capoluogo lombardo e quanto lo saranno nelle prossime settimane. «Non si è mai parlato di sport universitario come in questi mesi e anni. Per questo motivo abbiamo deciso di mettere in mostra i nostri metodi e i nostri strumenti al servizio della ricerca sportiva». Esempio cardine dell’impegno del Politecnico è l’installazione che ripropone tutte le torce olimpiche da Amsterdam 1928 ad oggi. «Questi bracieri sono tutti ancora accesi, e sarà così anche per il nostro. Perché Milano resterà olimpica per sempre».

A «Winter Sports Tech» è poi intervenuta Diana Bianchedi, in rappresentanza del CONI (di cui è Vicepresidente Vicario) ma anche degli atleti italiani che incantano e vincono nello sport, forte dei suoi due ori olimpici e dieci medaglie mondiali vinte nella scherma. «I giochi sono emozione, passione, sogni che si realizzano – ha dichiarato la ex fiorettista -. Se siamo qui a organizzarli è perché volevamo qualcosa in più, volevamo accettare una sfida e lo abbiamo fatto tutto insieme».

Diana Bianchedi ha poi ripercorso il cammino che ha condotto le Olimpiadi invernali del 2026 a Milano e Cortina: «Abbiamo iniziato 10 anni fa, portiamo i giochi a Milano come scintilla per cambiare. Nel 2030 la città sarà diversa, grazie ai Giochi e all’impegno di tutti. Le infrastrutture messe a posto hanno raggiunto un numero esorbitante, grazie ad esse cambiamo il nostro livello e qualità della vita. L’arrivo dei Giochi a Milano va approcciato in modo globale, in nome dell’inclusione e dell’accessibilità». E, oltre alle gare, c’è l’impegno a investire in altri progetti, tra sport e sociale: «Abbiamo già parlato di Dual career, che non va intesa come un semplice binomio tra università e sport. È infatti soprattutto una grande occasione per permettere a due mondi di scambiarsi le caratteristiche, permettendo agli studenti e atleti di presentarsi ancora più preparati al mondo del lavoro. Lavoreremo sulla legacy intangibile, sul capitale umano, abbiamo in corso progetti sull’inclusione. E siamo arrivati a questo appuntamento puntando sull’equità di genere e sulle nuove generazioni, dato che il 30% del nostro staff è composto da giovani al primo impiego».

«Vogliamo lasciare Milano Cortina 2026 con tante competenze diverse, affrontando i Giochi come un acceleratore di esperienze per i nostri territori con un modello decentrato. Del resto queste sono le prime Olimpiadi che riguardano non solo due città, ma due intere Regioni e anche due Province autonome. E alla fine di questa esperienza rimarranno competenze, crescita, futuro. In queste settimane ci verranno a trovare atleti di 90 Paesi, ma sul nostro territorio inizierà una nuova vita per le persone», ha concluso Bianchedi.

L’ing. Stefano Maldifassi nel ruolo di moderatore durante il convegno “Winter Sports Tech” al Politecnico di Milano (credits: Pernice Editori)