La sconfitta fa male e Raffaele Palladino non lo nasconde. “È difficile venire stasera a parlare di questa partita” ha esordito il tecnico dell’Atalanta dopo il 2-3 contro l’Athletic Club Bilbao. Il sentimento dominante è il rammarico, soprattutto per quanto mostrato nei primi 45 minuti: “La partita era stata preparata e giocata bene nel primo tempo. Eravamo in pieno comando della gara. Potevamo fare il raddoppio e non siamo stati bravi e tantomeno fortunati”. Un’Atalanta che aveva tenuto il pallino del gioco, creando occasioni e andando più volte vicina al 2-0, ma senza riuscirci. “Abbiamo tenuto la partita in piedi, e a fine primo tempo ho chiesto alla squadra di entrare matura in campo” ha dichiarato. Un messaggio recepito solo in parte. L’avvio di ripresa è stato buono, ma poi è arrivato il blackout che ha cambiato il volto della partita. “Dobbiamo migliorare a gestire le difficoltà, perché le partite sono fatte anche di difficoltà. Abbiamo preso tre gol ed è difficile da spiegare” ha detto Palladino.
I riflettori si spostano sulla difesa, la stessa vista contro il Chelsea e che aveva dato garanzie per larga parte della gara. Palladino però ha sottolineato che gli errori sono stati collettivi. Entrando nel dettaglio, il tecnico ha detto: “Se analizziamo il primo gol, è un fallo lungo su Djimsiti che l’arbitro non ha fischiato”, mentre negli altri due è venuta meno la marcatura. “Abbiamo commesso errori che di solito non commettiamo. Mi focalizzo molto sul primo gol. La squadra l’ha subìto e probabilmente ci ha disunito e ci ha mandato in confusione, cosa che non deve accadere – ha evidenziato -. Non è la retroguardia che ha sbagliato, ma deve cambiare l’atteggiamento della squadra”.
Alla domanda se il crollo sia stato più mentale o fisico, Palladino non ha avuto dubbi: “Non credo sia un problema fisico, perché la squadra ha corso tanto e c’era una squadra avversaria che correva”. Il nodo, semmai, è un altro: “Le partite di Champions sono anche la cura dei dettagli. Quando vai sotto è dura anche riprenderla”. L’Atalanta ha accusato il colpo, ma l’allenatore ha invitato i suoi a ripartire da quanto di buono fatto, “dalle occasioni create, dalla qualità tecnica del primo tempo e di inizio secondo tempo”. La crescita passa anche dall’analisi degli errori: “Ci sono sicuramente cose da migliorare, ma per rialzarsi bisogna vedere anche le cose positive” ha spiegato.
Nonostante la delusione, Palladino ha scelto di parlare subito alla squadra. Il messaggio è stato chiaro e diretto: “Non mi è piaciuto come abbiamo reagito al primo gol. Può succedere di prendere gol e andare sull’1-1, ma non può succedere che poi ne prendi altri due. Dobbiamo stare più nella partita e avere più leadership in campo. Capire che c’è la difficoltà e nella difficoltà fare cose diverse rispetto a stasera. Ci sarà da lezione, cresceremo e ci rialzeremo. Con il Parma domenica in casa in campionato vogliamo fare subito una prova di riscatto”. Lo sguardo è già proiettato in avanti. In chiusura, il tecnico ha ribadito il concetto chiave della serata: “Non mi preoccupa il secondo tempo, mi preoccupa che dobbiamo capire le difficoltà della partita. In Champions non si può pensare di comandare per 90 minuti. Ci sono avversari forti, ma noi dobbiamo capire la cura dei dettagli, i particolari e difendere insieme”.
Raffaele Palladino ha scelto di parlare subito alla squadra dopo la sconfitta con l’Athletic Club (Ph: A. Mariani)





