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Calcio 27 Gennaio 2026di Federica Sorrentino

Atalanta con lo spirito giusto all’ultimo turno di Champions

Nella sfida di Champions League con l’Union SG, per l’Atalanta saranno fondamentali l’attenzione, la mentalità e lo spirito di squadra. È questo il filo conduttore della conferenza stampa della vigilia dell’ultimo turno della League Phase, che ha visto protagonisti mister Raffaele Palladino e l’attaccante Nikola Krstovic. Il tecnico non vuole fare calcoli. L’obiettivo è uno solo: vincere. Palladino ha sottolineato la necessità di affrontare la gara con l’atteggiamento giusto, consapevole delle insidie che la Champions League porta con sé. “Dobbiamo essere concentrati su noi stessi – ha spiegato – perché appena abbassi l’attenzione in Champions, la puoi pagare cara”. Il mister è tornato anche su alcune partite della stagione in cui la squadra ha mostrato dei cali, come Verona, Pisa e Athletic Club Bilbao. “Ho cercato di capire e captare quali possano essere stati i motivi di quei cali – ha raccontato –. Potrebbe trattarsi anche di coincidenze, ma una cosa è certa: non possiamo mai rinunciare a spirito e atteggiamento”. È lì che l’Atalanta si è scoperta vulnerabile. Per questo Palladino ha chiesto ai suoi di non dare nulla per scontato, soprattutto contro un avversario che ha ancora forti motivazioni di classifica. Il sogno delle prime otto resta sullo sfondo. Non era un obiettivo dichiarato a inizio percorso, ma i risultati hanno acceso una speranza legittima. “La cosa più importante sarà aver fatto la prestazione che ho chiesto alla squadra” ha dichiarato. Palladino ha inoltre ribadito un concetto chiave del suo percorso, ovvero giocare con leggerezza, sì, ma mai con superficialità: “la linea tra leggerezza e superficialità è sottile e non possiamo permetterci di abbassare la guardia, soprattutto in Champions League”. Palladino è tornato anche su quanto scritto sui social dopo la vittoria contro il Parma, soffermandosi sui concetti che considera imprescindibili per la sua Atalanta. “Ho scritto tre cose che rispecchiano quello che mi piace che la squadra metta in campo: atteggiamento giusto, mentalità e spirito di squadra”, ha spiegato il tecnico, dichiarando poi quale sia l’aspetto più determinante alla vigilia della sfida europea: “Se domani devo sceglierne una, è lo spirito”. Per l’allenatore, lo spirito deve essere una costante. Un richiamo forte, legato anche al calendario fitto: “Adesso i punti sono fondamentali in Champions, in Coppa Italia e in campionato. È un momento importante della stagione e dobbiamo stare con le antenne dritte”.

Parlando dell’avversario, Palladino ha mostrato grande rispetto per l’Union SG, sottolineando come sia una squadra preparata e pericolosa nonostante alcune assenze. “L’abbiamo studiata tanto. Ha degli ottimi giocatori, molto fisici, bravi a giocare dentro e in verticale. È una squadra che ti può mettere in difficoltà”. “Sappiamo che se vincono possono passare il turno e quindi proveranno a fare una partita di spirito. In Champions League le insidie sono tantissime e bisogna stare attenti a tutto. Dipende molto da noi e da come entriamo in campo” ha detto. Sul piano delle scelte, Palladino non ha dubbi: servirà un mix equilibrato tra freschezza ed esperienza. “Serviranno freschezza, dinamismo, forza fisica e velocità, perché loro sono molto verticali”. Il tecnico si è detto sereno grazie alle soluzioni a disposizione, soprattutto in difesa: “Ho la fortuna di avere un reparto difensivo molto forte, che si completa alla perfezione. Ho a disposizione giocatori con esperienza e qualità nel gioco e cerco sempre di mettere quelli con le caratteristiche giuste”. Successivamente, uno sguardo al percorso di crescita della squadra. Per Palladino, quando il livello è così alto, parlare di margini è quasi impossibile. “Quando hai giocatori così forti, sia caratterialmente che tecnicamente e fisicamente, non riesci a dire quali margini di miglioramento ci siano, perché ogni giorno li vedi crescere”. Il vero salto, però, passa ancora dalla testa: “La crescita maggiore che possiamo fare è quella tecnica e individuale, ma mi sto focalizzando molto sulla testa dei ragazzi. Se facciamo quello step in più in determinati momenti della partita, allora facciamo davvero un bel salto”.

Ampio spazio anche al tema delle rotazioni e dello spirito della squadra. Per Palladino non conta chi parte titolare, ma come si entra mentalmente in partita. Chi subentra deve essere pronto a incidere, e in questo senso Krstovic viene indicato come un trascinatore, uno che porta energia e “fuoco dentro”. Il tecnico ha poi confermato il buon rientro di Lookman dopo la Coppa d’Africa: “è rientrato bene, con lo spirito giusto. Quando rientri dopo 40 giorni in un altro Paese e in un’altra competizione, devi riprendere quello che hai lasciato, ma ha la giusta mentalità per mettersi a disposizione”. Tra i singoli, Palladino ha speso parole importanti per Charles De Ketelaere, definito un giocatore completo e di grande talento. Il margine di miglioramento, secondo il tecnico, è soprattutto sotto porta: riempire di più l’area e ragionare maggiormente da attaccante può farlo salire ulteriormente di livello.

Dal canto suo, Krstovic ha raccontato un cambiamento profondo. Negli ultimi sei mesi, ha spiegato, la sua vita calcistica è cambiata grazie alla fiducia ricevuta da allenatore e compagni. La sfida di domani sarà durissima, ma l’obiettivo sarà dare tutto per vincere e continuare a inseguire un posto tra le prime otto. L’attaccante ha ribadito più volte un concetto caro anche a Palladino, ovvero che non conta chi gioca dall’inizio. “Sessanta minuti o trenta non fanno differenza”, ciò che conta è essere pronti quando arriva il momento. La concorrenza con Scamacca, l’arrivo di Raspadori e la presenza di tanti giocatori forti davanti non sono un problema, ma uno stimolo. Krstovic ha anche chiarito il significato della sua esultanza: “è per mia figlia”. Quanto agli obiettivi personali, non ama porsi limiti: non firmerebbe per un numero prestabilito di gol, perché vuole sempre qualcosa in più. Gol o assist, per lui è lo stesso: “l’importante è aiutare la squadra”. Infine, il riconoscimento al lavoro di Palladino, specificando che nello spogliatoio mancava quel click che il mister è riuscito a dare, trasformando un gruppo forte in una squadra ancora più unita.

In chiusura, Palladino ha risposto anche a una domanda più personale riguardo il suo percorso e il suo futuro. A 41 anni è già considerato tra i tecnici emergenti del panorama europeo, ma lui preferisce restare ancorato al presente. “Io vivo molto il presente”, ha spiegato, ripercorrendo i primi passi della sua carriera. Già a 29 anni aveva iniziato a studiare da allenatore (mentre a 34 ha smesso di giocare). Essere oggi sulla panchina dell’Atalanta è per lui motivo di orgoglio. Nessuna proiezione a lungo termine, nessun piano prestabilito: “Tra dieci anni non so dove sarò. Pensiamo a domani e alla partita di domani”. Parole che raccontano un allenatore concentrato sul lavoro quotidiano: “Amo questo lavoro, lo faccio con grande passione e spero di farlo per tanto tempo”, ha concluso Palladino. Ed è con questo spirito che l’Atalanta si prepara a scendere in campo.

Raffaele Palladino e Nikola Krstovic durante la conferenza stampa della vigilia di Unione SG-Atalanta (crediti: Fabio Gennari)