“Speed Camp” giovani talenti crescono. Con Livio e Paola Magoni, con fuoriclasse come Kristian Ghedina e Peter Runggaldier. Dal 9 al 12 marzo a Sarajevo un concentramento che fa parte del calendario degli eventi della Fis rivolti ai giovanissimi talenti dello sci. Nello specifico, nell’appuntamento in Bosnia ed Erzegovina le promesse Under 14, Under 16 ed Under 18 provenienti da tante nazioni, la gran parte dalla parte orientale del Vecchio Continente, avranno la possibilità d’essere forgiati da maestri d’eccellenza. Teoria e pratica con i fratelli selvinesi, ormai di casa da quelle parti con Paola tornata proprio sulla pista che nel 1984 l’aveva vista vincere l’oro olimpico in slalom in occasione dell’apertura degli ultimi Giochi.
“Un grande evento fortemente voluto dalla Fis – ha spiegato Livio Magoni – e pensato per gli atleti di quelle nazioni non di primissima fascia e che dunque necessitano di supporti per provare ad emergere dando seguito alla loro passione. Per noi è un appuntamento che si rinnova, un piacere ed un onore rinsaldare anche tanti legami con le autorità locali e con l’Ambasciata Italiana che ha fortemente voluto tutto ciò. Tre giorni intensi, con pratica in pista al mattino e teoria al pomeriggio per curare non solo la tecnica ma anche tutti quegli aspetti che incidono sulla performance sportiva, a partire dalla testa“.
Oltre a Livio, già allenatore tra le altre di Tina Maze e Petra Vlhova, che ha guidato alla conquista della Coppa del Mondo generale, come detto, saliranno in cattedra Paola e due “mostri sacri” della velocità come Kristian Ghedina e Peter Runggaldier. Non solo formazione, ma anche l’adrenalina di una competizione i cui vincitori saranno premiati nella cerimonia conclusiva giovedì 12 alle 14. Nel programma, inoltre, è prevista anche la visita al Museo Olimpico di Sarajevo. E chissà che le nozioni e le lezioni con le “stelle” oggi, possano rappresentare il miglior abbrivio per qualche carriera di grande livello domani.
Livio Magoni salirà in cattedra a Sarajevo con Paola Magoni, Kristian Ghedina e Peter Runggaldier (foto archivio Livio Magoni)





