Non era mai accaduto in 35 anni. Non era mai accaduto che l’Italia del rugby riuscisse a battere i maestri assoluti, gli inglesi, nel trofeo a loro più caro, il Sei Nazioni, il torneo che ha accolto l’Italia come sesta partecipante insieme alle altre tre storiche formazioni britanniche e agli maestri, i francesi. Gli azzurri a turno li avevano battuti tutti, a cominciare dai francesi, addirittura nel lontano 1998, in casa loro a Grenoble, mai però si erano imposti sui leoni inglesi.
E’ accaduto questo pomeriggio davanti ai quasi 70mila dell’Olimpico di Roma, con una vittoria per 23-18 dopo una rimonta insperata, dopo che a un certo punto la gara sembrava essere sfuggita di mano sul 10-18. E invece, con una grande reazione, l’Italia si è ritrovata e ha ritrovato smalto, mandando in sofferenza l’Inghilterra nel finale di partita e rimontando con i piazzati di un Paolo Garbisi perfetto dalla piazzola e con la meta di Marin, ispirato proprio da una grande giocata del mediano azzurro a dalle fiammate di Ioane e Menoncello.
La squadra del ct Quesada ha infranto l’ultimo tabù rimasto nel Sei Nazioni, quello inglese, scrivendo un’altra pagina di storia in un Sei Nazioni sempre più esaltante per l’Italia che tornerà in campo sabato prossimo a Cardiff per sognare un altro record: la terza vittoria in un singolo torneo.
La cronaca di Italia-Inghilterra
Subito grande pressione da parte dell’Inghilterra, che si affida soprattutto ai calci di Daly e Spencer per mettere in difficoltà il reparto arretrato azzurro. La prima occasione per la squadra di Borthwick arriva al minuto 8 con una penaltouche ai 5 metri, ma Zambonin è bravissimo a rubare il pallone dalle mani di Earl, che era inizialmente riuscito a portarlo giù. Due minuti dopo l’Italia rischia con un calcio fuori misura di Paolo Garbisi che favorisce la ripartenza di Freeman, che riesce a servire Atkinson dentro i 22: Brex e lo stesso Garbisi riescono però a intervenire nel breakdown e a risolvere una situazione pericolosa. Dall’altra parte Fin Smith rischia tantissimo facendosi ribattere un calcio di liberazione da Lorenzo Cannone, ma Daly arriva in copertura e salva tutto.
Dopo un inizio sotto pressione l’Italia prende campo e si rende pericolosa al 17′: pallone recuperato da Fischetti, poi Paolo Garbisi e Menoncello innescano Ioane sul lato sinistro, ma il calcetto a scavalcare dell’ala azzurra è troppo lungo e Freeman annulla. Al 21′ l’Italia passa un vantaggio con un piazzato di Garbisi, dopo un fuorigioco di Earl. L’Inghilterra risponde con una mischia ordinata che per la prima volta in questo torneo mette in difficoltà la prima linea azzurra e al 26′ trova la prima meta del match: Fin Smith trova un primo intervallo per Earl, pallone allargato su Freeman che trova la difesa italiana scoperta e va a marcare per il 3-5.
L’Inghilterra sembra in controllo del match, ma è una fiammata azzurra a ribaltare tutto: Garbisi trova la corsa di Menoncello, che con un’accelerazione fulminante trova il varco tra due avanti inglesi, resiste al rientro di Daly e vola in mezzo ai pali per il 10-5 con trasformazione di Paolo Garbisi. La risposta inglese è disinnescata da un bell’intervento di Ferrari nel breakdown, ma a tempo scaduto la squadra di Borthwick trova la marcatura del sorpasso: l’azione nasce da un primo break di Roebuck dopo un pallone perso da Lorenzo Cannone, poi Fin Smith trova un gran calcio-passaggio proprio per l’ala inglese, che salta Ioane e va a marcare per il pareggio, con Smith che trova anche la trasformazione che chiude il primo tempo sul 10-12 per l’Inghilterra.
Nel secondo tempo l’Inghilterra riparte forte, calcetto di Daly che mette in difficoltà Pani, costretto a concedere un calcio di punizione. La squadra di Borthwick gioca il calcio di punizione alla mano, Genge prova ad arrivare in fondo ma perde il pallone al momento di schiacciare. Sulla mischia successiva però sono gli inglesi a conquistare il calcio di punizione. Fin Smith va per i pali e allunga per il 10-15. Quesada cambia assetto, con Marin che sostituisce Brex e va a fare il primo centro, con Menoncello che scala 13. Dentro anche Fusco per Alessandro Garbisi e Hasa per Ferrari.
L’Inghilterra continua a spingere: il break di Cadan Murley sulla sinistra costringe la difesa italiana a difendere arretrando, poi un intervento irregolare di Nicotera in ruck gli costa il cartellino giallo. Fin Smith porta gli ospiti oltre il break col piazzato del 10-18. L’arbitro Ramos viene richiamato dal TMO per in intervento di spalla di Underhill su Fischetti che costa il cartellino giallo al flanker inglese: Garbisi centra i pali e riporta gli Azzurri sotto break, 13-18. In parità numerica l’Italia torna a spingere: calcetto di Lynagh che poi va a riprendersi il pallone riconquistato da Freeman e conquista il tenuto. Garbisi trova ancora i 3 punti (aiutato dal palo interno) e accorcia ulteriormente le distanze: 16-18.
Recuperato Nicotera, l’Italia si ritrova addirittura in doppia superiorità numerica per un giallo a Itoje che strappa irregolarmente il pallone dalle mani di Fusco. Gli Azzurri vanno in touche, ma il drive viene spinto fuori dalla difesa inglese. La squadra di Borthwick ritrova Underhill, sembra riuscire a gestire l’inferiorità numerica ma viene sorpresa dalla favolosa fiammata azzurra del 72′: calcio-passaggio di Garbisi su Ioane che brucia Roebuck sullo scatto e trova Menoncello, sostegno perfetto di Marin che arriva in corsa, riceve e vola in mezzo ai pali per il 23-18. L’Olimpico è una bolgia e accompagna la grande difesa degli azzurri che al 74′ spedisce l’Inghilterra indietro di 30 metri. Fin Smith è costretto a cercare un altro calcio-passaggio su Roebuck, stavolta fuori misura. Nel finale l’Italia lotta: Garbisi è strepitoso su Underhill, poi è un intervento incredibile di Lamaro nel breakdown a disinnescare l’ultima azione inglese. Ruzza vince l’ultima e decisiva touche, Fusco calcia fuori, l’Olimpico esplode, l’Italia fa la storia e batte l’Inghilterra 23-18.
Roma, Stadio Olimpico, 7 marzo 2026
Guinness Men’s Six Nations – IV turno
Italia v Inghilterra 23-18 (10-12)
Marcatori: p.t. 21’cp. P. Garbisi (3-0); 26’ m. Freeman (3-5); 35’ m. Menoncello tr. P.Garbisi (10-5); 42’ m. Roebuck tr. F.Smith (10-12) s.t. 5’cp. F.Smith (10-15); 14’st cp. F.Smith (10-18); 18’st cp. P. Garbisi (13-18); 21’ cp. P. Garbisi (16-18); 32’st m. Marin tr. P. Garbisi (23-18)
Italia: Pani (35’st Allan); Lynagh, Brex (11’st Marin), Menoncello, Ioane, P.Garbisi, A. Garbisi (11’st Fusco); L.Cannone, Zuliani (35’st Favretto), Lamaro; Zambonin (temp. 10’ st. Ruzza), N.Cannone; Ferrari (11’st Hasa), Nicotera (24’st Di Bartolomeo), Fischetti (18’st Spagnolo; 40’st Fischetti)
all. Gonzalo Quesada
Inghilterra: Daly (35’st M.Smith); Roebuck, Freeman, Atkinson, Murley; F.Smith, Spencer (18’st. Van Poortvliet); Earl (35’st Pollock), Underhill (27’st Chessum), Pepper (36’st Cunningham-South); Coles, Itoje (Cap); Heyes (28’st Davison), George (36’st Cowan-Dickie), Genge (18’st Rodd)
all. Steve Borthwick
arb: Luc Ramos (FFR)
AA: Pierre Brousset (FFR); Sam Grove-White (SRU)
TMO: Eric Gauzins (FFR)
Cartellini: 13’st giallo a Nicotera (Italia); 17’ st giallo a Underhill (Inghilterra); 25’ st giallo a Itoje (Inghilterra)
Calciatori: P. Garbisi (5/5); F.Smith (3/4)
Player of the Match: Tommaso Menoncello (Italia)
Note: serata temperata, 68985 spettatori, 50 caps con l’Inghilterra per Ben Earl
Punti in classifica: Italia 4; Inghilterra 1
La meta che ha deciso il match tra Italia e Inghilterra (credits: X @federugby)





