Milano, 7°
Screenshot
Eventi 15 Marzo 2026di Federica Sorrentino

Chiuse le Paralimpiadi dei record e della inclusività

È calato il sipario sulle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Alle 22:08 di domenica 15 marzo si sono spenti contemporaneamente i bracieri all’Arco della Pace di Milano e nella piazza di Cortina. Un atto che si è consumato al culmine della cerimonia di chiusura che si è svolta al Cortina Curling Olympic Stadium, l’iconico stadio costruito per i Giochi Olimpici del 1956. Nella “Perla delle Dolomiti” sono confluiti i valori e le emozioni testimoniati dagli atleti che hanno dato vita a un’edizione indimenticabile per spirito di partecipazione e seguito internazionale. Un successo straordinario frutto di una collaborazione in cui l’Italia ha dato il meglio con il Comitato Italiano Paralimpico, presieduto da presidente Marco Giunio De Sanctis, e la Fondazione Milano Cortina 2026, con la vertice Giovanni Malagò. E se le capacità organizzative sono state premiate, ancora più premiante è stato il medagliere azzurro: 16 medaglie (7 Oro, 7 Argento, 2 Bronzo). Un record storico, che ha visto protagonista la FISIP – Federazione Italiana Sport Invernali. “Siamo orgogliosi di questo gruppo straordinario che ha fatto emozionare l’Italia e ha dimostrato ancora una volta che lo sport paralimpico è un esempio di forza, passione e inclusione” – ha scritto il segretario generale FISIP Michele Cadei. Meglio dell’Italia, per numero di medaglie, hanno fatto solo la Cina, 44 medaglie (15 Oro, 13 Argento, 16 Bronzo), e gli Stati Uniti: 24 medaglie (10 Oro, 8 Argento, 6 Bronzo).

Le medaglie d’oro italiane sono state conquistate da: Emanuel Perathoner (snowboard cross uomini SB-LL2 e banked slalom uomini SB-LL2), Chiara Mazzel con la guida Nicola Cotti Cottini (super G donne VI), Giacomo Bertagnolli con la guida Andrea Ravelli (combinata uomini VI e slalom uomini VI), Jacopo Luchini (banked slalom uomini SB-UL, snowboard), René De Silvestro (slalom gigante uomini sitting). Le medaglie d’argento: 3 conquistate da Chiara Mazzel con la guida Nicola Cotti Cottini (discesa donne VI, combinata donne VI) e con la guida Fabrizio Casal (slalom gigante donne VI); 2 da Giacomo Bertagnolli – guida Andrea Ravelli (super G uomini VI, (slalom gigante uomini VI); Federico Pellizzari (combinata uomini standing di sci alpino) e René De Silvestro (combinata uomini sitting di sci alpino). Le due medaglie di bronzo sono andate al collo di Giacomo Bertagnolli (salito cinque volte sul podio in queste Paralimpiadi invernali) che con la guida Andrea Ravelli è arrivato terzo nella discesa uomini VI di sci alpino), e Giuseppe Romele (individuale 20 km uomini sitting, sci di fondo).

Nel corso della cerimonia di chiusura celebrata a Cortina, dal titolo “Italian Souvenir” e altrettanto suggestiva come quella dei Giochi Olimpici, la bandiera paralimpica con gli “Agitos” è stata consegnata alla Francia, che ospiterà i Giochi invernali nelle Alpi Francesi nel 2030. E’ stata una serata di forti emozioni, in cui è stato elogiato il coraggio degli atleti che hanno “buttato il cuore oltre l’ostacolo”, contribuendo a costruire un ponte verso un futuro paritetico e di piena inclusività sportiva. Lo ha ribadito il Presidente dell’IPC, Andrew Parsons, rivolgendosi agli atleti paralimpici per dire: “dovete essere orgogliosi di quello che avete raggiunto. Avete ricordato al mondo che l’abilità è stabilita dalla volontà”. “A tamburi di guerra rispondiamo con pace e inclusione”, ha ribattuto Giovanni Malagò. “Questa sera da Cortina, il nostro amato Paese abbraccia l’umanità intera”, ha detto il presidente della Fondazione Milano Cortina, per poi aggiungere: “c’è una parola semplice che ci unisce tutti, senza distinzione di età, condizione o nazionalità. Questa parola è speranza, speranza che lo sport e i suoi valori possano contribuire a costruire un futuro migliore per l’umanità. In un tempo in cui i tamburi e le bandiere della guerra sembrano prevalere, noi abbiamo parlato insieme di pace, amicizia, rispetto e inclusione. Alle immagini di brutalità e distruzione abbiamo contrapposto quelle di una competizione leale, capace di costruire solidarietà e aprire nuovi orizzonti”. 

Una scena della cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi di Milano Cortina (credits: X @milanocortina2026)

Andrew Parsons e Giovanni Malagò durante i loro interventi alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina (credits: X @milacortina2026)