Grande è l’attesa per il ritorno in pista della Formula 1, costretta dagli sconquassi geopolitici in Medio Oriente a uno stop forzato di oltre un mese. Talmente grande che… esiste il rischio di dover aspettare ancora. Domenica 3 maggioè in programma il Gran Premio di Miami, teatro della prima difesa del primato mondiale da parte di Andrea Kimi Antonelli, ma anche delle tante novità che le diverse scuderie hanno approntato per provare a mettere in discussione il dominio assoluto della Mercedes fin qui. E, in tal senso, la principale indiziata è proprio la Ferrari. Le previsioni meteo che incombono sulla Florida, però, potrebbero sparigliare le carte in negativo. Confermando in parte anche i problemi che attanagliano il movimento da inizio stagione.
Si attende infatti con palpitazione e un pizzico di apprensione di scoprire che tempo farà domenica. Se infatti venerdì e sabato il cielo dovrebbe essere clemente (dando quindi la possibilità di disputare regolarmente le qualifiche e anche la Sprint Race), il problema riguarda proprio la domenica del Gran Premio di Miami. Una giornata che dovrebbe presentare una vera e propria bufera, con la minaccia peraltro di una tempesta di fulmini. E le leggi della Florida parlano chiaro: ogni evento sportivo all’aperto, se disputato in presenza di fulmini, va sospeso. Una gatta da pelare che proprio non ci voleva, per un campionato caratterizzato da un domino di problemi che forse non si vedevano dai primissimi anni ’80. E ad aggiungere un ulteriore elemento di burrasca non poteva mancare una componente regolamentare: anche solo la pioggia metterebbe le monoposto del 2026 in seria difficoltà. Il motivo, ancora una volta, sta nella componente elettrica del motore, raddoppiata rispetto all’anno scorso, che su pista bagnata complica esponenzialmente il controllo delle vetture. Tanto da vietare, in condizioni meteo avverse, una delle novità più criticate delle nuove normative: l’utilizzo in gara del «boost».
Tutto questo rischia di far passare in secondo piano la grande novità che la Ferrari ha portato a Miami: la tanto attesa ala posteriore che «si ribalta all’indietro» quando viene aperta, con un movimento talmente particolare da essere stata soprannominata «Macarena» nientemeno che da Frederic Vasseur in persona. Al centro dell’attenzione generale resta però Kimi Antonelli, leader della classifica piloti da oltre un mese e che finalmente dovrà difendere il suo primo posto generale. «Qui ho ottenuto la mia prima pole position, anche se solo per la Sprint Race – ha ricordato il 19enne della Mercedes -. Quindi sono contento di tornare su questa pista, anche se dovremo capire se riusciremo ad andare bene come nelle prime gare dell’anno. Noi abbiamo portato solo piccoli aggiornamenti, altri come Ferrari e McLaren pacchetti molto più importanti. Sono convinto che si avvicineranno, noi dobbiamo cercare di ricavare il massimo dalla macchina che già avevamo». Chiara poi la gestione della rivalità interna con il compagno George Russell: «Il team ha parlato chiaro, possiamo correre l’uno contro l’altro senza però fare imprudenze o mancarci di rispetto a vicenda. Vogliamo vincere tutti e due, ma vogliamo il meglio per la squadra. Che ci ha garantito pari opportunità».
La grande cautela di Antonelli trova peraltro solo parzialmente seguito nelle aspettative di Charles Leclerc. «Ci saranno tante scuderie con importanti aggiornamenti, e questo è certamente insolito – ha osservato il pilota Ferrari -. Siamo fermi da tempo, diverse macchine potrebbero essere del tutto nuove o quasi. Detto questo, però, non credo che gli equilibri visti finora cambieranno più di tanto. Qualche differenza ci sarà, ma non ribaltoni. Speriamo in ogni caso che il nostro pacchetto possa fare la differenza, ma per ora mi pare difficile immaginare di raggiungere la Mercedes. Sono semplicemente troppo avanti, almeno per il momento». Quindi anche dal monegasco è arrivata una frecciata nei confronti del regolamento e della possibile assenza del «boost»: «Con il bagnato potremmo essere più veloci a fine rettilineo rispetto a quanto saremmo con pista asciutta. Sembra strano, ma è così».
Chi ancora una volta si è scagliato senza giri di parole contro la Formula 1 contemporanea è invece Max Verstappen, sempre più nemico giurato del nuovo regolamento. «Sì, durante la pausa hanno cambiato qualcosa. Ma queste modifiche fanno giusto un po’ di solletico al regolamento. Speriamo che nel 2027 tutto possa cambiare in maniera decisamente più significativa», ha tuonato il portacolori della Red Bull. In casa McLaren, invece, Oscar Piastri è parso molto meno negativo sul quadro generale pur mantenendosi estremamente prudente sulle ambizioni del team. «Dopo Suzuka era necessario intervenire sulle regole. Non credo però che la stagione ricomincerà da capo, le gerarchie resteranno quelle anche se noi porteremo tante novità. Bene comunque che abbiano ascoltato ciò che noi piloti avevamo da dire. Gli aggiustamenti diminuiscono anche i pericoli, poi se dovesse piovere immagino che non sarà facile. Anche perché credo che ben pochi di noi abbiano un’idea precisa sul comportamento di queste macchine sul bagnato», è il monito dell’australiano. Sempre che, alla fine, sul bagnato si riesca a correre per davvero.
Andrea Kimi Antonelli difende a Miami la leadership del mondiale piloti F1 (credits: Mercedes-AMG Petronas F1 Team)





