L’atletica italiana guarda a Gaborone in Botswana, teatro il 2 e 3 maggio delle World Relays, l’evento dedicato alle staffette che qualifica ai Campionati Mondiali di Pechino del prossimo anno. Le World Relays qualificano per Pechino 2027 dodici su sedici staffette in ogni specialità (le altre quattro si qualificheranno con le top list del 2027). Nel caso della 4×100 mista e della 4×400 mista, Gaborone è anche un possibile trampolino verso l’inedito evento di World Athletics, l’Ultimate Championship, in programma a Budapest in settembre: previsto il pass diretto per sei staffette in Botswana, ma altre due lo potranno centrare nel corso della stagione grazie ai migliori tempi delle top list 2026.
In squadra, spicca la presenza della campionessa del mondo dei 60 indoor Zaynab Dosso, prima italiana sotto i sette secondi (6.99). Tra le 17 donne, due le atlete con radici bergamasche. Una è Elisa Valensin, allenata da Fausto Frigerio e formatasi alla scuola dell’Atletica Bergamo 1959 Oriocenter prima di migrare alla Pro Patria Milano e poi essere aggregata al Gruppo Sportivo Fiamme Oro. A lei potrebbe toccare prendere il testimone nella seconda frazione della 4×100 mista. La diciannovenne Valensin, che si è messa in luce nelle categorie giovanili primeggiando nei 200 e 400, continua ad allenarsi in terra orobica tra l’impianto di Brusaporto e il tunnel di via Gleno a Bergamo. La seconda bergamasca della spedizione azzurra in Botswana è Alessia Pavese, ventisettenne di Villa di Serio, portacolori del C.S. Aeronautica Militare, già una dozzina di volte in Nazionale anche i recenti Mondiali di Tokyo. La sua speranza è afferrare il testimone da ultima frazionista della 4×100 dopo Dosso, Hooper e Kaddari.
Elisa Valensin in una foto d’archivio (Ph: Grana/Fidal)





