Un semplice e umile eroe della nostra era. Alex Zanardi non è più tra noi, ha superato definitivamente tutte le barriere per volare dove davvero non ci sono limiti ma solo anime buone e coraggiose. Quaggiù, dove come tutti i piloti si è attaccato quanto più possibile al suolo sfidando le forze centrifughe e continuando a correre veloce quando ha preso a spingere a mano le ruote della sua handbike, ha dimostrato che nulla è impossibile ed essere capaci di rimettersi in gioco è una costante della vita.
Era il 15 settembre 2001, quando sul circuito tedesco del Lausitzring in una gara di campionato Cart (IndyCar, la formula che lo aveva fatto amare dagli americani e in cui aveva raccolto soddisfazione più che nella F1) un gravissimo incidente gli portò via entrambe le gambe. Sopravvisse a otto arresti cardiaci e con una straordinaria forza di volontà si rimise al volante gestendo i comandi con il solo uso delle mani, tanto che la Bmw ne fece il suo testimonial, e tornando a vincere gare. Ma nella sua seconda vita sportiva avrebbe guadagnato gloria e con il suo esempio trascinato all’agonismo generazioni di atleti portatori di handicap. Ai più, Alex Zanardi è noto per essere diventato pluricampione paralimpico e mondiale di handbike con 4 ori a cinque cerchi, tra Londra 2012 e Rio 2016, e 12 iridati. Un mito che volle ricercare soluzioni sempre più avanzate per consentire alle persona a ridotta mobilità di praticare lo sport. In questo suo percorso, intervenne il 15 ottobre 2019 nell’Aula Magna dell’Università degli studi di Bergamo, in Sant’Agostino, gremitissima, per testimoniare il suo impegno a sostegno degli studenti per permettere loro una crescita “senza limiti” e favorire la doppia carriera di studente-atleta anche a chi convive con una disabilità. Fu quella l’occasione per mostrare la carrozzina sportiva versatile brevettata dai ricercatori dell’Università su un’iniziativa lanciato all’indomani dei Giochi di Londra 2012 e condiviso con il Rotary Club Dalmine Centenario.
Nessuno avrebbe immaginato che poco mesi avrebbe subito un altro gravissimo incidente, impattando con la sua handbike contro un camion. Dopo un mese in coma, in seguito a traumi multipli, resta in vita e nel 2021 torna a casa per continuare ad essere assistito in famiglia dai medici. Massimo riserbo negli ultimi cinque anni, fino alla notizia della sua morte all’alba del 2 maggio 2026. Alex Zanardi avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 23 ottobre. Un esempio di resilienza che resterà scolpito nella storia del nostro Paese e dello sport paralimpico mondiale.
Alex Zanardi, pluricampione olimpico e mondiale di handbike, scomparso all’età di 59 anni (credits: X Comitato Italiano Paralimpico)






