Un mese intero è passato, ma nulla è cambiato. Anzi: il dominio di Andrea Kimi Antonelli sulla Formula 1 si è addirittura consolidato. Il 19enne della Mercedes si conferma anche al Gran Premio di Miami con la terza vittoria consecutiva e la terza in carriera, un dettaglio statistico che non ha precedenti nella storia. Il giovanissimo bolognese riesce peraltro in un’impresa ancora più significativa rispetto a quelle di Shanghai e Suzuka, prevalendo sulle McLaren parse anche più in forma rispetto a una fin troppo sorniona Mercedes. Lo dimostrano Lando Norris e Oscar Piastri, che completano il podio, e il quarto posto di un opaco e fin troppo fortunato George Russell. Delusione per la Ferrari, che sogna a lungo un piazzamento tra i primi tre con Charles Leclerc costretto invece ad accontentarsi della sesta posizione dopo un finale di gara da incubo, per poi essere penalizzato di 20 secondi a fine gara (la giuria gli ha contestato tagli di percorso all’ultimo giro) e scivolare all’ottavo posto, facendo avanzare Lewis Hamilton al sesto posto e Franco Colapinto al settimo.
E dire che le speranze di una Ferrari cresciuta notevolmente nelle proprie prestazioni grazie alla lunga sosta del campionato sembravano aver trovato conferma nelle primissime fasi del Gran Premio di Miami. Allo spegnimento dei semafori Leclerc conferma la bontà della SF-26 alla partenza, ma anche la sua classe e la sua intelligenza: non solo si infila tra Antonelli e Verstappen, ma ha la lucidità di frenare prima dei due avversari che finiscono entrambi lunghi. Ha la peggio l’olandese della Red Bull, finito in testacoda e precipitato al nono posto. Paga anche Lewis Hamilton, finito alle spalle della Alpine di Franco Colapinto e poi costretto a una gara anonima dopo una collisione con l’argentino che gli frantuma un’appendice aerodinamica.
Nell’attesa del temutissimo temporale che alla fine non arriverà, il Gran Premio di Miami conferma i tanti sorpassi dei precedenti appuntamenti iridati. Le emozioni stavolta riguardano però anche le posizioni di vetta, con la leadership che passa ad Antonelli e torna a Leclerc tra il quarto e il quinto giro. Nel passaggio successivo è Norris a superare il bolognese per il secondo posto, mentre entra in pista la Safety Car per gli incidenti occorsi a Gasly e Hadjar. Verstappen tenta quello che pare un completo azzardo e anticipa l’unico cambio gomme della gara, montando le hard. L’impressione è che, con la pioggia, sarà costretto a una nuova domenica nelle retrovie. In realtà però il cielo della Florida regge, e la sua Red Bull a tratti tornerà addirittura a guidare la gara. Alla ripartenza c’è però ancora la Ferrari, sebbene per poco.
Il livello di prestazioni di Leclerc, infatti, crolla di schianto: dopo appena un giro il monegasco è già terzo dietro Norris e Antonelli. Verstappen, invece, in soli sei giri dal sedicesimo risale fino all’ottavo posto. Solo quando anche gli altri rientrano ai box, sfidando la pioggerella segnalata dai vari muretti, Antonelli passa Norris al pit stop e subito Verstappen in pista: nei quasi 30 giri rimanenti riuscirà a respingere ogni attacco della McLaren del campione del mondo. Intanto l’altra Mercedes di Russell è in piena crisi, sorpassata senza troppi grattacapi dalla Ferrari di Leclerc e poi da Piastri. Finale thrilling: le gomme di Verstappen, vecchie di 50 giri, inevitabilmente calano. Hanno problemi però anche quelle della Rossa numero 16, che a due giri dalla fine cede il terzo posto a Piastri, finisce in testacoda e viene passata praticamente sul traguardo anche da Russell e Verstappen. In questo modo l’inglese guadagna quattro punti in classifica in pochi metri, mentre il monegasco ne perde ben sette.
Tutto passa però in secondo piano rispetto alla marcia inarrestabile di Antonelli, leader sempre più incontrastato del mondiale piloti a 20 anni nemmeno compiuti. Per lui i punti nel paniere sono già 100 dopo appena quattro gare, con il compagno Russell a -20 e Leclerc terzo a -41. Per dare un’ulteriore prova dello stato di grazia del formidabile bolognese basti dire che i suoi punti sono il doppio rispetto al campione del mondo in carica (Norris) e un sette volte iridato come Hamilton, mentre il dominatore degli ultimi anni Verstappen ne ha circa un quarto (26). Non è tutto: è il primo pilota dal 1998 a vincere le prime tre gare una dopo l’altra, il primo in assoluto a riuscirci partendo sempre dalla pole position e il secondo italiano a vincere tante gare di fila dai tempi di un certo Alberto Ascari. Ossia l’ultimo pilota a portare il Tricolore fino alla conquista del mondiale. Un sogno, che settimana dopo settimana si sta sempre più trasformando in una concreta ambizione.
Andrea Kimi Antonelli esulta dopo il suo terzo successo in F1 (credits: Mercedes-AMG F1 Petronas Team)





