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Tecnica 8 Maggio 2026di Marco Enzo Venturini

Velodromo di Dalmine strategico per la Federciclismo

Una riapertura dall’importanza «strategica e fondamentale». Così Cordiano Dagnoni, Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, ha inquadrato la splendida novità del Velodromo di Dalmine, di nuovo a disposizione di esordienti e allievi dopo due lunghissimi anni in cui era stato chiuso al pubblico. Il numero uno della Federciclismo è intervenuto a margine della colazione di lavoro organizzata giovedì 7 maggio a Biassono in occasione del lancio delle edizioni 2026 di «Pedala in Sicurezza» e del «Progetto Laboratori di Ciclismo», lodevoli iniziative del Comitato Provinciale Monza e della Brianza FCI. Inserite però in un quadro in cui il movimento sta vivendo un grande fermento anche in terra orobica.

«Il Velodromo di Dalmine è sempre stato, tra tutte le strutture al coperto che abbiamo in Italia, quello che ha sempre raccolto più iscritti – ha sottolineato Dagnoni -. La sua chiusura ha penalizzato notevolmente l’attività su pista, parzialmente ammortizzata dall’apertura del polo di Crema. Tutti però attendevano questa riapertura, quindi non possiamo che ringraziare l’amministrazione comunale per aver messo a disposizione i fondi per la ristrutturazione. Ora, grazie a Lince ssd, potremo avere a disposizione una struttura ancora più moderna ed efficiente».

Dagnoni si è anche soffermato su un altro aspetto: l’importanza di strutture come il Velodromo di Dalmine per la crescita delle «nuove leve» del ciclismo. «L’impiantistica è fondamentale – ha evidenziato il presidente della FCI -. Come sapete tutti, il nostro sport ha come grande handicap la sicurezza sulle strade. Di conseguenza poter praticare il ciclismo in un ambiente protetto e sicuro è cruciale per la promozione e poi per l’attività ad alti livelli. Ritengo che nella zona della bergamasca, dove già esiste un Comitato Provinciale tra i più attivi del Paese, ci sia tanto bisogno di poli all’altezza della passione locale. Questo nuovo progetto partirà alla grande».

Il Velodromo di Dalmine, peraltro, celebra il suo centenario proprio quest’anno. «È un compleanno importante – ha ricordato il presidente Dagnoni -. Direi che non ci sono tante strutture che arrivino a festeggiare cento anni di attività. Credo però che l’importanza di avere una gestione professionale, composta magari anche da personale proveniente da altri sport e in grado di dare un valore aggiunto al nostro centro, sia assoluta e fondamentale. Partiremo con il botto, sicuramente alla grande».

La rinascita del Velodromo di Dalmine si inserisce peraltro in un quadro più complessivo, in cui le aspettative della Federciclismo sull’attività giovanile in pista sono decisamente elevate. «Noi stiamo avendo grandi soddisfazioni dai giovani, soprattutto quelli che si dedicano a specialità che si svolgono prettamente in pista come quelle della velocità. Sono convinto che questa attività, quando è praticata in ambienti protetti, possa aprire le proprie porte anche alle famiglie. L’elemento della sicurezza permette ai genitori di portare i loro figli anche in tenerissima età, nella consapevolezza che faranno sport e si potranno allenare senza esporsi al pericolo. Credo quindi che la pista vivrà nel prossimo futuro uno sviluppo ancora importante», ha concluso Dagnoni.

Giovani ciclisti sulla pista del Velodromo di Dalmine. In basso: Cordiano Dagnoni, presidente Federciclismo (credits: Pernice Editori)

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