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Outdoor 12 Marzo 2026di Marco Enzo Venturini

A Shanghai prova d’appello per la Ferrari e l’intera F1

Una prova d’appello per tutte le scuderie che non siano la Mercedes, ma più in generale per l’intera Formula 1. Questo è ciò che si cerca a Shanghai nel secondo weekend della stagione 2026, il primo dell’anno ad assegnare punti sia nella Sprint Race che poi nel Gran Premio di Cina vero e proprio. Ma oltre alle speranze della Ferrari, terza e quarta al debutto di Melbourne rispettivamente con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, l’attenzione generale si concentra sul nuovo regolamento e sull’effettivo funzionamento delle nuove monoposto.

Il Gran Premio d’Australia è forse piaciuto fino in fondo solo al suo vincitore George Russell, per la prima volta in carriera leader della classifica piloti. Il resto della griglia ha invece pesantemente stroncato ciò che si è visto in pista sin dalle qualifiche, con piloti costretti a gestire la batteria invece che cercare la massima prestazione della propria auto. Nel mirino anche la gara, contraddistinta da un numero complessivo di sorpassi superiore al centinaio, che però sono stati vissuti come poco autentici perfino da chi li ha realizzati. Da qui il paragone con un videogioco che ha accompagnato la Formula 1 per l’intera settimana. E non uno di vera simulazione delle corse, ma uno per bambini. Aspetto su cui si è immediatamente concentrato Max Verstappen, che, nonostante la poderosa rimonta che a Melbourne lo ha portato dal ventesimo al sesto posto, resta la voce più critica sui nuovi regolamenti: «Non uso più il simulatore, l’ho sostituito con la mia console Nintendo. Credo sia meglio allenarsi con Mario Kart e devo dire che mi trovo bene nel trovare i funghi. Un po’ più complicato con i gusci blu». Poi, lasciando da parte il sarcasmo, la dichiarazione che ha spaventato i suoi tanti tifosi: «Adoro tutti nel team, ma non mi piace molto guidare la Red Bull di Formula 1. Ho già corso la 24 Ore del Nürburgring, nel tempo vorrei provarci anche a Spa e magari Le Mans. Non dico che voglio andarmene, certo mi piacerebbe divertirmi un po’ di più».

Dalla prospettiva di ritiro prematuro dalla Formula 1 del suo protagonista degli ultimi anni, è difficile passare a un’analisi delle forze in campo. Ci ha provato Leclerc, convinto che tanto la Ferrari quanto l’intera categoria possano fare decisi passi avanti rispetto a Melbourne. «I primi giri in Australia sono stati molto divertenti, ma sono convinto che presto capiremo tutti come gestire meglio la batteria – ha dichiarato il monegasco -. Nel tempo credo che superare diventerà molto più difficile, e il caos della prima gara ci mancherà. Anche i valori diventeranno più vicini, noi miglioreremo in qualifica e ancora di più in gara mentre la Mercedes capirà come risolvere i loro problemi in partenza». Ancora più ottimista Hamilton, che un anno fa a Shanghai visse l’unica giornata positiva dell’anno aggiudicandosi la Sprint Race e pronto a rilanciarsi nel 2026: «Trovo più gradevole guidare queste macchine rispetto a quelle con l’effetto suolo. Poi non ho più il bouncing dell’anno scorso e questo è fantastico. Ancora abbiamo un certo ritardo in rettilineo, ma possiamo crescere tantissimo nel corso dell’anno. Stiamo spingendo per trovare il modo di recuperare più energia dal motore». E l’arrivo in Cina della «Macarena», la curiosa ala posteriore che invece di aprirsi si «ribalta», non fa che confermare come a Maranello si voglia alzare la posta per provare non solo a tornare a vincere, ma anche a inserirsi nella lotta al titolo.

A quest’ultima proverà senz’altro ad aggiungersi Kimi Antonelli, se non altro per la superiorità finora dimostrata dalla sua Mercedes con tanto di secondo posto conquistato a Melbourne alle spalle del compagno Russell. «L’opportunità è enorme, ma la Ferrari non ci renderà il compito facile. Sarà cruciale continuare lo sviluppo nel corso della stagione, quindi dobbiamo stare attenti anche se ora siamo in vantaggio. Non capita ogni giorno di potersi giocare il titolo, cercherò di essere pronto in ogni occasione. Rispetto a un anno fa sono cresciuto moltissimo, adesso sono molto più concentrato», ha garantito il giovane bolognese. Chi parte decisamente più indietro sono le McLaren, che di questi tempi nel 2025 dominavano. Opposto l’approccio dei due piloti papaya al weekend di Shanghai. «Qui sarà molto più facile sfruttare le zone di frenata, su piste veloci avremo più problemi. Mi sento comunque pronto a rimettermi in carreggiata dopo Melbourne. E comunque lì il caos è durato solo 10 giri, poi tutto è tornato molto più normale», è stata l’analisi di Oscar Piastri. «Non guidiamo più un’auto, ma un motore. Non dobbiamo più cercare il limite, e questo ci obbliga a uno stile di guida molto diverso. Il pilota può ancora fare la differenza, certo, ma non dimostrando il proprio coraggio facendo in pieno curve difficili come Pouhon a Spa. Non succederà più. Detto questo, dobbiamo e possiamo migliorare e penso che succederà. I distacchi saranno inferiori rispetto a Melbourne», ha invece affermato Lando Norris. Più vicino all’amico-rivale Verstappen rispetto a quanto avrebbe potuto anche solo sospettare fino allo scorso autunno.

A Shanghai la Ferrari fa debuttare una curiosa ala posteriore che invece di aprirsi si ribalta (credits: Scuderia Ferrari HP)