LONDON, ENGLAND - JULY 11: Gianluca Vialli, Delegation Chief of Italy celebrates with The Henri Delaunay Trophy following his team's victory in the UEFA Euro 2020 Championship Final between Italy and England at Wembley Stadium on July 11, 2021 in London, England. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
Tecnica

Addio a Vialli campione esemplare

6 Gennaio 2023

Eugenio Sorrentino

Il calcio pulito e sognante perde i suoi grandi interpreti e testimoni. Pulito perché iniziato nei campi di provincia, dove ci si allenava nel fango e i tacchetti sradicavano zolle allenando vieppiù i polpacci. Sognante perché è valsa la pena inseguire un trionfo accontentandosi di sfiorarlo e trovando ugualmente gloria. Dopo Paolo Rossi, Sinisa Mjhailovic e Pelè, il mondo del calcio dice addio a Gianluca Vialli, il quale ci lascia a soli 58 anni. Il grande Gianni Brera, il romanziere dello sport, aveva profetizzato che i campioni del gioco del pallone, quelli che hanno lasciato un segno quaggiù, arrivassero in cielo su un carro di fuoco. Coloro i quali abbiamo nominato sono stretti nell’abbraccio perenne di chi li ha amati e ammirati. Fortunato chi conserva ricordo delle loro gesta, per tutti gli altri e soprattutto i giovani ci sono le cineteche digitali a raccontare le emozioni vissute dalle generazioni che li hanno preceduti.

Dopo aver perso Sinisa dal mancino proibito, Roberto Mancini si separa dal suo gemello insieme al quale, nella Sampdoria, si era appuntato il primo scudetto e con il quale, dopo la scoperta della malattia che aveva colpito Vialli al pancreas, si era stretto in un abbraccio storico dopo avere conquistato il campionato europeo di calcio con la Nazionale. Lui da commissario tecnico, Vialli da capodelegazione. Ruolo da cui si è staccato quando si è accorto del risveglio dell’ospite indesiderato. Vialli, esempio di coraggio e dignità, aveva deciso di raccontare la sua storia personale in un libro, “per aiutare le persone a trovare la strada giusta, raccogliendo alcune frasi motivazionali, alcuni mantra, intervallandoli con storie di grandi sportivi, che aiutano a capire” – aveva raccontato in un’intervista al Corriere della Sera. “L’importante non è vincere; è pensare in modo vincente. La vita è fatta per il 10 per cento di quel che ci succede, e per il 90 per cento di come lo affrontiamo. Spero che la mia storia possa aiutare altri ad affrontare nel modo giusto quel che accade. Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse: È anche per merito tuo se non ho mollato.” 

Gianluca Vialli con la Coppa Europa conquistata dall’Italia a Wembley (credits: FIGC/mediagallery)