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Integrazione 22 Gennaio 2026di Federica Sorrentino

Albero di Gernika simbolo di amicizia e resistenza all’inciviltà

Arrivati da avversari, ce ne andiamo come amici”, recitava la targa posta accanto all’alberello dell’Albero di Gernika. simbolo di libertà e giustizia per il popolo basco, piantato al Parco Goisis nel quartiere Monterosso qualche ora prima della sfida di Champions League tra Atalanta e Athletic Club Bilbao, come segno di rispetto e fratellanza tra le due città. Invece, dopo l’epilogo amaro per i tifosi bergamaschi, si scopre che la pianta è stata sradicata. Un vandalismo e un gesto incivile non associabili a chi vive lo sport e le relazioni che esso genera con senso di rispetto verso gli avversari e in particolare i simboli che li rappresentano. Chi si è reso autore di tanto scempio nulla ha a che fare con la passione per il calcio, con il pubblico che ha incitato l’Atalanta e reso onore all’Athletic Club che ha ribaltato il risultato. L’iniziativa  “Follow Something Unique” della Fondazione Athletic Club Bilbao è non solo meritevole di plauso e rispetto, ma rappresenta un segnale di come vanno vissuti gli appuntamenti con il grande calcio internazionale. Un’occasione per infittire le relazioni, condividere le emozioni e fare germogliare le amicizie. Ecco perché Bergamo che crede nei valori non può tollerare l’oltraggio compiuto. Dice bene Marcella Messina, l’assessora nelle cui deleghe non a caso confluiscono sport e servizi sociali, a proposito della vera bergamaschità, “fatta di piccoli e grandi atti di altruismo, di resilienza quotidiana”, nel contesto di “comunità vive, persone di cui essere fieri, attività operose”. Virtuosa bergamaschità – sottolinea Marcella Messina – che ritroviamo anche nell’atalantinità. “Il blu e il nero che sventolano nel vessillo significano – e devono significare – anche questo: una comunità coesa, tenace, generosa, unità”. Ebbene, come non ricordare che, sul campo intitolato alla Piermario Morosini, lo sfortunato calciatore che nel suo dramma ha unito l’Italia, si è disputata una partita di walking football, a cui hanno preso parte tifosi della Peña Leones Italianos e l’Asd Oratorio Monterosso, con la presenza di tanti tifosi nerazzurri. Così come resterà indelebile l’immagine dei tifosi baschi mischiati a quelli di casa che hanno preso d’assalto l’Atalanta Store per conservare un ricorso della serata di Champions, tra sorrisi e abbracci dell’una e dell’altra parte. Forse bisognerebbe ricordare a chi isolatamente si macchia di gesti ignobili che i simboli, tutti e di tutti, vanno rispettati.