Calcio

AlbinoLeffe presenta mister Biava

5 Luglio 2022

Simone Fornoni

L’AlbinoLeffe ha presentato il suo allenatore per la stagione 2022-2023. Il ritorno alle radici. Con un simbolo delle due società della Grande Fusione Seriana del 1998 in panchina, era inevitabile: “Una volta era più facile pescare giocatori bergamaschi da costruire o ricostruire, ora la nostra logica per necessità ci porta a lavorare sui giovani e su un allenatore che era già a casa nostra. Figlio del territorio, certo. Anche se non è facile associare la bergamaschità alla costruzione della rosa, quando servono risultati”. L’ammissione è del direttore sportivo Aladino Valoti. La scelta obbligata dell’AlbinoLeffe ha puntato dritto su Giuseppe Biava detto Beppe, classe 1977, giovanili Leffe e annata nell’Albinese alla vigilia della creazione del sodalizio di cui adesso è responsabile tecnico: “La prima squadra ha il dovere di valutare il settore giovanile per costruire, anche Galeandro, Ravasio e Nichetti che va via arrivano da lì. Li conosco tutti, quelli che hanno esordito l’anno scorso, in primis Doumbia e Zoma. La parola d’ordine è il lavoro quotidiano. L’obiettivo è riempire lo stadio di proprietà, che il club ha costruito con uno sforzo incredibile, raggiungere la salvezza il prima possibile e poi salire ancora più su”. Idee chiarissime, dal sostituto di Michele Marcolini. Beppe Biava da Cenate Sotto, carriera chiusa nell’Atalanta, fa parte della storia della società. Nell’estate del ’98 fu tra le vedette del travaso di piedi albinesi, lui nato nelle giovanili del Leffe, insieme a Marchesi, Remonti, Del Prato, Mosa, Pelati, Poloni, Bolis, Bonavita e l’allenatore Oscar Piantoni, il primo di una serie di diciassette, con Elio Gustinetti a vincere la Coppa Italia di serie C nel 2002 e ottenere la promozione in B quando il cenatese aveva già compiuto il salto di carriera, dal Palermo al Genoa prima di rivincere il trofeo della coccarda, stavolta al piano di sopra, nella Lazio di Petkovic nel 2013. “Ho avuto grandissimi tecnici e ho preso un po’ da tutti. Da Guidolin la gestione dello spogliatoio, da Gasperini l’intensità del lavoro: a livello tecnico-tattico è il migliore, a 31 anni pensavo di essere un giocatore fatto e finito, invece, lui riuscì ad elevare il livello di uno normale come me. Il livello tecnico del calcio italiano è calato rispetto a quando giocavo io, sta a noi allenatori puntare sui giocatori italiani per valorizzarli e prepararli tecnicamente: i ragazzi di oggi devono solo sperare di incontrare i Gasperini di turno”.

Incensato il dirimpettaio sulla tolda di comando cittadina, Biava si lascia illustrare dal diesse, razza Serio anche lui, mentre di là aspetta il segretario operativo Ruben Garlini, ex compagno a pelo d’erba del neo profeta bluceleste: “Meritava questa chance dopo aver vinto il campionato di Primavera 3 e il Trofeo Berretti. Il rammarico per la scorsa stagione, coi playoff mancati dopo l’intesa e l’entusiasmo svaniti in corso d’opera quando la meta appariva comunque alla nostra portata, ci ha indotto a voltare pagina – spiega Valoti -. Cominciamo la nuova stagione col ritiro a Zanica del 18 luglio promuovendo nello staff come preparatore atletico Andrea Mossali, che collabora con noi da anni, e aggiungendo come vice mister Raul Bertarelli dalla Giana Erminio. Beppe è stato lanciato come giocatore dall’AlbinoLeffe. Dobbiamo intervenire sul mercato a centrocampo, dove Nichetti ci lascia, sulla fascia sinistra e in avanti, dove il punto fermo rimane Manconi”.

Ci sarà da rimpiazzare a mancina Michelotti e Petrungaro, mica pizza e fichi. Se non è un anno zero, poco ci manca. Angeloni, Concas, De Felice, Doumbia, Facchetti, Freri, Muzio e Zoma: l’ex mente difensiva del Gasp del Grifone da Europa League qualche titolare tra questi lo scoverà di sicuro. Anche perché dietro parte sicuramente Riva. “In categoria spesso vincono e prevalgono le squadre coi giocatori più esperti. Noi investiamo sulle strutture per lo sviluppo dei giocatori – rimarca il dirigente -. La linea è che anche i giovani che arrivano dall’esterno debbano essere di proprietà, perché preferiamo lavoriamo su di noi e non sugli altri”. Garlini s’incarica di spiegare il Biava coi tacchetti: “In serie C quando vincemmo campionato e Coppa Italia aveva già la testa da professionista ai massimi livelli. Era il re dell’anticipo, uno davvero speciale. Non può che continuare a far bene anche dall’altra parte della riga di gesso”.

Di suo il protagonista di giornata, che si ripropone di riportare in auge la rampa di lancio della sua splendida carriera, è prontissimo a scattare dai blocchi di partenza, come quando lo era a caccia di garretti avversari. “Sono lieto della possibilità dopo 5 anni nel settore giovanile, perché c’è una società forte alle spalle in cui posso riconoscermi. Sono convinto che abbiamo le carte in regola per disputare una stagione all’altezza delle aspettative – chiosa il neo mister -. Valorizziamo giovani ed esperti senza distinzioni, consci che ci sono avversari tatticamente più preparati e valori tecnici superiori rispetto alle giovanili, ma la vera sfida per me è la gestione del gruppo. La tensione l’ho sempre avuta anche da giocatore. Ti fa andare avanti”. Lo staff si completa col confermato preparatore dei portieri Giuseppe Benatelli.

Beppe Biava con alla sua destra il ds Valoti e, a sinistra, il vice Bertarelli (credits: Pernice Editori)