Eventi

Angelo Domenghini premo Quarenghi alla carriera

4 Giugno 2024

Redazione

Il Comitato Coppa Angelo Quarenghi di San Pellegrino Terme ha conferito il Premio alla Carriera all’ex calciatore Angelo Domenghini, classe 1941 di Lallio, autore della tripletta che consentì all’Atalanta di vincere nel 1963 la Coppa Italia in finale contro il Torino, attaccante della grande Inter di Helenio Herrera (due scudetti, una Coppa dei Campioni, due Coppe Intercontinentali), protagonista dello storico scudetto del Cagliari accanto a Gigi Riva, campione d’Europa 1968 e vicecampione del mondo 1970 con la Nazionale italiana.

“La vittoria dell’Atalanta mi ha fatto un bellissimo effetto. A Lookman auguro di fare tanti goal – ha dichiarato Domenghini al ricevimento del premio – molto più di quelli che ho fatto io. Dove sono andato sono sempre stato il secondo cannoniere della squadra. All’Atalanta ho bellissimi ricordi. In quella finale di Coppa Italia eravamo sfavoriti e abbiamo vinto, anche senza allenatore”.

Domenghini si divide tra Lallio e la Sardegna, diventata la sua seconda casa. I ricordi appartengono al calcio romantico. Anche se poi, alla fine, “il calcio è sempre quello, perché si gioca con un pallone. Oggi, però, il pallone è più leggero rispetto ai miei tempi. Aveva pure la stringa, e che male quando ti arrivava in faccia. Anche le scarpe erano durissime, oggi sono molto più comode e confortevoli”. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Domenghini allena in Serie C in società come Asti, Tortona, Novara e poi torna all’Inter, dove fa l’osservatore per circa 15 anni: “In quegli anni, gli osservatori erano tutti ex calciatori di quella grande Inter in cui ho giocato”.

Per Domenghini tutto è iniziato al campo dell’oratorio, con sviluppi inaspettati. “Fino a 18 anni non avevo mai fatto una partita a 11 – ha raccontato – Un giorno ero andato a fare un torneo notturno a 7 con alcuni amici, abbiamo fatto tre partite incontrando anche la squadra di don Antonio, responsabile dell’oratorio di Verdello, e ci hanno battuto. Poi, il giorno dopo, il don è venuto a casa mia per chiedermi se accettavo 20 mila lire al mese per giocare nel Verdello, nei dilettanti. E così cominciò la mia carriera calcistica”.

Arriva allora la chiamata dell’Atalanta, che lo porta subito a Zingonia. “All’epoca lavoravo come operaio per 60 mila lire al mese, i miei genitori gestivano una trattoria a Lallio, mi ricordo ancora il bellissimo pergolato con l’uva americana. Poi dopo il campionato con il Verdello arrivò l’Atalanta che mi offrì 150 mila lire al mese. Ci andai di corsa”. Un percorso da predestinato: senza scuole calcio, giovanili e procuratori Domenghini è passato dall’oratorio direttamente in Seria A. Il suo esordio nella massima seria arriva a 20 anni, il 4 giugno 1961, contro l’Udinese.

Il campione sfoglia l’album dei ricordi con una precisione maniacale, soprattutto quando si sofferma sulle formazioni in cui ha giocato e sui compagni di squadra (Riva, Mazzola, Facchetti, tanto per citarne alcuni) e ricorda persino i singoli episodi delle partite. Ed quando la girandola dei ricordi si ferma alla semifinale dello sfortunato mondiale in Messico 1970, con la finale persa contro il Brasile 4-1, Domenghini non le manda a dire, nonostante siano ormai passati 54 anni: “Tutti si ricordano la grande vittoria in semifinale 4-3 contro la Germania, ma si va a giocare ai Campionati del Mondo per vincere, non per fare le figurine. Avrei pagato qualsiasi cifra per vincere quella finale”. Il Brasile troppo forte? “No, potevamo farcela! Al 65esimo eravamo ancora sull’ 1-1. Dall’altra parte c’era uno come Pelè, è vero, ma noi avevamo davanti giocatori come Boninsegna e Riva”.

“Angelo Domenghini è una vera e propria leggenda del calcio, ha praticamente vinto tutto ed è senza dubbio uno dei più forti calciatori bergamaschi di tutti i tempi. Per questo motivo, come Comitato Coppa Angelo Quarenghi lo abbiamo voluto omaggiare con un premio alla carriera”, spiega il presidente del Comitato Quarenghi, dottor Giampietro Salvi.

La consegna ad Angelo Domenghini del premio alla carriera conferito dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi a San Pellegrino. Presente anche l’ex atalantino Marino Magrin. (Credits: ufficio stampa Comitato Coppa Angelo Quarenghi)