“Dichiaro aperti i Giochi paralimpici invernali Milano-Cortina 2026”. E’ stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a pronunciare la cerimonia di rito all’Arena di Verona, com’era accaduto allo stadio di San Siro per le Olimpiadi. Due ore di spettacolo coinvolgente per celebrare lo sport all’insegna dell’inclusione e della solidarietà, che ha avuto il momento culminante nell’accensione del braciere. E’ stata la campionessa paralimpica di scherma Bebe Vio a concludere la staffetta della torcia e passarla simbolicamente agli altri due ultimi tedofori, Gianmaria Dal Maistro, ex sciatore alpino ipovedente, e Francesca Porcellato, fondista e paraciclista, che hanno acceso rispettivamente i bracieri paralimpici all’Arco della Pace s Milano e a Cortina d’Ampezzo.
In precedenza, il tricolore italiano ha fatto il suo ingresso all’Arena di Verona, portato dalla modella e influencer Carlotta Bertotti, che l’ha consegnata a Veronica Yoko Plebani, triatleta delle Paralimpiadi estive e invernali e modella, di Palazzolo sull’Oglio, una delle figure simbolo dello sport inclusivo e del movimento body positive in Italia, chiamata ad incarnare i valori di partecipazione e diversità delle Paralimpiadi. A portare la bandiera paralimpica, invece, insieme ad altri grandi campioni paralimpici, è stato il 59enne Angelo Zanotti, bergamasco di Gorno, atleta nin vedente. Con lui c’erano Silvia Parente, Christian Lanthaler, Joseph Erlacher, Enzo Masiello e Dorothea Agetle. Dopo avere partecipato alle Paralimpiadi di Seul nel 1988 e di Barcellona nel 1992, Angelo Zanotti è passato allo sci alpino paralimpico vincendo due ori a Nagano 1998.
Nell’Arena di Verona, insieme a luci e coreografie fantasmagoriche e alla scelta di proporre la celeberrima “Nel Blu Dipinto di Blu” – nota come Volare – in una performance condivisa con musicisti e cantanti di tutto il mondo, sono risuonate le paroledel presidente del Comitato Internazionale Paralimpico, Andrew Parsons, “Ai Paesi che sono conosciuti più per i nomi dei loro leader, preferisco quelli conosciuti per i loro atleti– ha detto Parsons – Quattro anni fa dissi di essere sconvolto per ciò che stava succedendo nel mondo e oggi la situazione non è cambiata – ha aggiunto, sottolineando che “lo sport offre però un’altra prospettiva, questi Giochi offrono qualcosa di realmente diverso, dove le differenze non dividono ma sono punti di forza”.
“Non possiamo ignorare che questi Giochi si svolgono in un momento profondamente diviso, lacerato da guerre, dolore e sofferenza, in uno dei momenti di svolta più drammatici del nostro tempo” – ha detto da parte sua il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, sottolineando che “proprio per questo motivo il messaggio di pace, inclusione e solidarietà al centro del movimento paralimpico è più significativo e importante che mai”.
L’alzabandiera del tricolore italiano alla cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina all’Arena di Verona (credits: Ph Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)






