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Calcio 2 Gennaio 2026di Eugenio Sorrentino

Atalanta e Palladino, nati per vincere, sfidano il credo di Gasperini

Atalanta-Roma non è, o perlomeno non è solo, un confronto tra due allenatori accomunati dal passato sportivo e che ben si conoscono, ma una partita che riveste grosso valore per la classifica e gli obiettivi di entrambe le squadre. L’Atalanta vuole riprendere il cammino interrotto dalla sconfitta di misura con l’Inter e allungare la serie positiva che l’ha vista vincente nelle ultime tre uscite casalinghe con i giallorossi. Nulla cambia, dunque, per mister Palladino al di là della consapevolezza di dovere conquistare punti con chi è più avanti in classifica. “A noi mancano i punti con le squadre di vertice e vogliamo ottenerli davanti al nostro pubblico nella prima partita dell’anno” – dice in apertura della conferenza stampa della vigilia del 18° turno di campionato – Contro l’Inter nel secondo tempo abbiamo fatto una buona prestazione, siamo andati vicino a un risultato positivo che poteva essere anche un pareggio. Dalla nostra abbiamo rande entusiasmo e autostima, vogliamo ribaltare il trend e continuare la nostra scalata. Ci siamo preparatori bene a questa partita, da affrontare con grande intensità”. Il confronto diretto con Gasperini? “Altamente stimolante. Lui ha fatto la storia a Bergamo e resterà indelebile in quella dell’Atalanta. Ci conosciamo bene, l’ho  conosciuto anche da calciatore. Ci sono aspetti e particolari su cui abbiamo lavorato per mettere in difficoltà la Roma. Ma il confronto deve essere stimolante per tutti, mi aspetto una prova di orgoglio e grande senso di rivalsa. Il credo calcistico di Gasperini è molto riconosciuto, le differenze semmai sono nelle caratteristiche dei calciatori chiamati ad interpretarlo. Noi dobbiamo essere bravi a vincere i duelli individuali e prevalere sul piano dell’intensità”. Marco Carnesecchi festeggia la centesima presenza con la maglia dell’Atalanta. Di lui Palladino dice un gran bene, attribuendogli il merito dell’essere “prima uomini e poi calciatori”, come ce ne escono tanti nello spogliatoio. “Marco ha uno spessore umano importante, è un leader, ha grande personalità ed è un portiere fortissimo. Sta crescendo e può continuare a farlo”. Palladino confessa di avere avuto in mente di fare partire Scalvini titolare nella sfida all’Inter, per poi decidere di schierare Djimsiti. “Giorgio è giocatore su cui punto molto, in questa fase ho preferito si concentrasse sugli allenamenti per garantirne il pieno recupero fisico, ovvio che per averlo al 100 per cento ha bisogno di giocare”. Capitolo difesa a quattro, quella adottata nel finale di partita con l’Inter. “Il 4-2-3-1 è un sistema di gioco che a me piace e la squadra ha dimostrato di essere brava a farlo. Abbiamo calciatori come Hien e Kolasinac, abituata a questo modulo nelle rispettive Nazionali. In certe occasioni, a partita in corso, quando l’avversario si difende a cinque, è una soluzione praticabile”. Un passaggio su De Ketelaere, che non segna in campionato dalla doppietta con il Lecce (“ha bisogno di libertà, gli piace svariare, speriamo che possa essere l’occasione giusta con la Roma”) e Samardzic, che ha giocato poco e sempre subentrando (“ha sempre dato un grosso contributo alla squadra, ha fatto assist e può essere determinante riuscendo ad incidere davanti. Presto potremo vederlo dall’inizio”), prima di tornare a focalizzarsi sulla partita con la Roma. Sia Palladino che Gasperini non hanno mai pareggiato in questa stagione. “Mi piace giocare a viso aperto ed è importante cercare di vincere sempre, nel rispetto del Dna dell’Atalanta. Ovvio che i punti sono sempre importanti e quindi va bene anche il pareggio”, con sottinteso ma chiaro riferimento a quello mancato con l’Inter. “Analizzando questa stagione, sono stati persi punti all’inizio e la nostra scalata deve continuare. C’è ambizione, siamo dentro tre competizioni, manca poco per passare il turno in Champions, siamo ai quarti di Coppa Italia e in corsa per le posizioni di vertice in campionato. Tutto ciò dimostra che c’è grande energia motivazionale”. La Roma arriva a Bergamo con una sconfitta in più rispetto all’Atalanta, ma con la difesa meno battuta del campionato. “Sarà una partita di duelli, dobbiamo essere bravi nelle seconde palle, essere più intraprendenti negli ultimi metri, provare le giocate e il tiro, essere anche un pò sfrontati, anche fare qualcosa di diverso. Queste partite possono essere determinate da episodi, che nascono da un palla piazzata e da una transizione, ma bisogna avere grande fiducia,e come detto più intraprendenza e qualità” – sottolinea Palladino, che poi aggiunge: “La Roma è abile a sporcare le giocate, per cui c’è bisogno di una partita di grande intensità, con i tempi e le scalate giusti”. L’anno solare 2025 si è chiuso con un bilancio casalingo di 9 successi, 10 pareggi e 9 sconfitte. Numeri che per Palladino restano nell’annuario delle statistiche. “Contano il presente e il futuro, il pubblico deve essere la nostra forza e la squadra ha sempore dimostrato di avere tante energia in casa”. L’allenatore dell’Atalanta non ammette distrazioni da calciomercato e si appella alla concentrazione. “I miei giocatori si stanno allenando con grande impegno e intensità. Sapendo che chi va forte gioca. Non importa quanto si gioca, ma dare tutto quando si è chiamati in campo”, chiosa Palladino.

Raffaele Palladino nel corso della conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Roma (credits: atalanta.it)