Il mancato accesso agli ottavi di finale, sfumato per il secondo anno consecutivo all’ultima giornata, peserà economicamente nelle casse societarie per il mancato introito dei premi UEFA, ma peserà soprattutto per la squadra di Palladino in termini di energie e fatiche, oltre al rischio concreto di non superare il turno. Con una tara da mettere sulla bilancia dei rimpianti: un anno fa la Dea con 15 punti e una differenza reti con un saldo positivo in doppia cifra, e dopo un percorso più difficile nel figone con tre top team affrontati (Arsenal, Real e Barcellona), arrivava ai playoff strafavorita contro il Bruges che aveva chiuso 24esimo.
Stavolta il percorso sarà sulla carta più complicato: dall’urna venerdì uscirà una vecchia conoscenza per i nerazzurri, una tra il Borussia Dortmund, che elimino’ la Dea nel 2018 negli ottavi di finale di Europa League (3-2 a Dortmund e 1-1 a Reggio Emilia), e i greci dell’Olimpiacos Pireo, che invece la Dea ha eliminato agevolmente nel 2022 (2-1 e 3-0) sempre negli ottavi di finale.
Due squadre toste, esperte, con campi caldissimi. Entrambe hanno chiuso con 11 punti, con l’Olympiakos che a inizio dicembre era in fondo a due punti, ma poi ha infilato tre vittorie consecutive. Giocare i playoff, fatali un anno fa, significa un febbraio da sette partite, cominciando con il turno secco casalingo di Coppa Italia contro la Juventus.
Attenzione, anche la Juventus, avversaria diretta nella corsa europea, avrà lo stesso carico di impegni, ma conquistare gli ottavi, come sembrava scontato una settimana fa fino al 58’ contro il Bilbao, avrebbe significato, dopo lo scontro di Coppa Italia, non avere più infrasettimanali fino appunto agli ottavi. E sarebbe stato un grande vantaggio per la rimonta in corso in campionato. Così invece sarà un altro febbraio ad alta intensità agonistica, da sette partite, con una trasferta ad alto voltaggio su un campo infernale come Dortmund o il Pireo.
Tanti rimpianti per queste due sconfitte consecutive, anche perché con una sola vittoria, magari stasera, conquistando il nono posto a 16 punti l’avversario avrebbe potuto essere il Benfica di Mourinho (e sarebbe stata comunque tosta) ma avrebbero potuto essere i norvegesi del Bodo Glimt arrivati 23esimi…
Nell’ultimo turno della Phase League, nella passata stagione, un gol di Ederson valse il 2-2 con il Barcellona e il nono posto nella classifica finale (credits: atalanta.it)





