Indoor

Azzurre di basket sorde a Stezzano

14 Gennaio 2022

Federica Sorrentino

Le squadre sportive composte da atleti sordi hanno un legame speciale con Bergamo, Oltre alla nazionale di calcio, allenata da Igor Trocchia, e a quella di pallavolo, la cui capitana è Ilaria Galbusera, eccoci a parlare della nazionale femminile di basket sorde, che vincendo il titolo europeo ha guadagnato il diritto a partecipare alle Deaflympics, i giochi olimpici per sordi in programma in Brasile nel maggio 2022.

Le atlete guidate dalla coach Sara Braida sono tornate a radunarsi, dopo essere diventate campionesse continentali, scegliendo Stezzano quale sede gli allenamenti. Nel palmares del basket femminile sorde figurano anche tre medaglie di bronzo, conquistate agli Europei 2016, alle Olimpiadi 2017 e ai Mondiali Under 21 del 2018. Naturale puntare al podio ai Giochi brasiliani, Obiettivo che si accompagna a grandi sacrifici personali. Gli atleti della Federazione Italiana Sport Sordi, infatti, sono costretti a prendere ferie, permessi o aspettative non retribuite per rispondere alle convocazioni in Nazionale. Cosa che vale anche per le cestiste, tra le quali non è presente la 27enne Sara Canali di Gandino che non ha potuto rispondere alla chiamata ed essere tra le dodici presenti a Stezzano. Il raduno bergamasco della Nazionale di basket femminile sorde si lega all’impegno assunto dall’azzanese Viviana Mascolo, la quale nel 2017 ha dato vita all’iniziativa di promozione sportiva “Tutti in campo per tutte”.

Viviana Mascolo è tra i destinatari dei ringraziamenti rivolti dal Dt Beatrice Terenzi anche alla FSSI, a Milvo Ferrandi responsabile della struttura sede di allenamenti, Luca Nozza, presidente dell’Azzanese Basket Stezzano e Simone Tangorra, sindaco di Stezzano. “Quello che vogliamo trasmettere alle ragazze è che non dobbiamo sentirci appagate dal risultato degli Europei – sottolinea coach Sara Braida – una cosa che quando si vince può succedere, ma che questa medaglia d’oro ci deve dare solo un po’ di consapevolezza in più su quello che può essere il nostro cammino. Abbiamo un’Olimpiade da preparare, ma non sarà questo il raduno dove mettere a punto le questioni tecniche, sarà fondamentale più per i concetti da ribadire, per il nostro progetto. Questa squadra è un vero miracolo sportivo e non dobbiamo dimenticare che abbiamo vinto sacrificandoci e soffrendo tutte insieme, dalla prima all’ultima: è stata la coesione del gruppo che ha fatto la differenza”.

Nella foto: la nazionale di basket femminile sorde dopo il successo europeo (Credits: FSSI – Federazione Sport Sordi Italia)