Azzurri del calcio fuori a testa alta dalle Deaflympics

Federica Sorrentino |

La Nazionale maschile di calcio a 11 è uscita con rammarico ma a testa alta e con orgoglio dal torneo che l’ha vista protagonista alle Deaflympics in Brasile. Gli azzurri allenati da Igor Trocchia avrebbero meritato di raggiungere le semifinali, sia per la qualità del gioco espresso, sia per l’entusiasmo messo in campo e la forza del gruppo. E’ capitato di dovere affrontare ai quarti l’Ucraina che forse, o probabilmente, è la squadra più forte in assoluto presente alle Olimpiadi dei Sordi. Una sorta di bestia nera per gli azzurri, che in questa occasione però hanno giocato davvero alla pari. Passati in vantaggio con Cigna su calcio di rigore, i ragazzi di mister Trocchia hanno subìto il pareggio poco dopo chiudendo in pareggio il primo tempo. Risultato che non si è sbloccato nel tempo regolamentare. Ai supplementari hanno deciso gli episodi capitati nelle aree di rigore. In quella italiana l’arbitro ha deciso per il penalty trasformato dall’Ucraina, sul lato opposto invece non è stato punito un fallo apparso netto su Cappato quando mancavano due minuti alla fine. Le parole di Igor Trocchia descrivono il rammarico per l’occasione persa e l’orgoglio per quanto gli azzurri sono riusciti a fare. “Come uomo anch’io sono distrutto, ma come allenatore sono fiero di ciò che abbiamo fatto in un solo anno di percorso insieme. Dobbiamo essere orgogliosi, perché questo è solo un punto di partenza di un cammino che ci vedrà maturare e fare sempre meglio. Avevamo preparato la partita perfetta a livello tattico conoscendo le loro caratteristiche. Una partita di attesa, si può dire, e avevamo fatto scacco matto perché loro non trovavano strade per rendersi pericolosi ed erano innocui. Purtroppo, abbiamo commesso un paio di errori individuali che ci sono costati cari, ma non posso tacere sulla svista arbitrale che ci ha privato di un rigore netto a nostro favore nei minuti finali”.

Una fase del match tra Italia e Ucraina (credits: FSSI)

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