Hasta luego Zapata e Muriel 150 gol in due

Fabrizio Carcano |

Hasta luego cafeteros. Con il congedo di Luis Muriel, volato ieri in Florida per iniziare la sua nuova avventura con gli Orlando City, si è chiusa una parentesi meravigliosa e romantica per l’Atalanta, quella dei due bomber colombiani. A fine agosto aveva salutato Duvan Zapata, 191 presenze e 82 gol in cinque anni in maglia nerazzurra, sommati ai 68 gol in 183 presenze di Muriel in quattro anni e mezzo fanno 150 gol, cifra tonda esatta, in 374 partite. Con un’apice clamoroso da cento gol in due anni e mezzo tra l’estate 2019, quando Muriel approdò in nerazzurro, e il dicembre 2021, quando l’infortunio muscolare di Zapata a Genova ha rotto il motore di quella spettacolare macchina da gol formata dai due sudamericani. Segnavano ogni partita. Poi, dopo il primo infortunio di Zapata, il primo di una lunga serie, il declino, per entrambi, con appena una ventina di gol nei successivi due anni e mezzo. Perché questo è il calcio, che corre velocissimo, anche a livello anagrafico, ma lascia ricordi indelebili, bellissimi, indimenticabili per una coppia di attaccanti ‘gemelli diversi’, compatibili, intercambiabili. Zapata la potenza fisica, la grinta, Muriel la classe pura, la fantasia.

Coetanei, nati entrambi nell’aprile 1991, compagni in attacco già nelle giovanili colombiane, poi due carriere parallele in nazionale e in Italia, quasi rincorrendosi: entrambi hanno giocato con Udinese e Sampdoria ma mai insieme, fino a Bergamo. Zapata arriva nel 2018, quando la Dea si prepara a disputare i preliminari di Europa League: l’anno precedente i due centravanti nerazzurri, Petagna e Cornelius, insieme hanno segnato 7 gol. Zapata da solo ne mette 23 il primo anno. Poi arriva Muriel, l’acquisto estivo per la Dea che ha conquistato per la prima volta la Champions: ne segna 18 il primo anno e 22 il secondo, mentre Zapata ne fa 18 e 15. E l’Atalanta dei tre tenori, di Gomez, di Ilicic e appunto di Zapata, quella arrivata terza e in finale di Coppa Italia, diventa l’Atalanta dei quattro moschettieri, con Muriel ad aumentare il tasso offensivo e realizzativo, nel biennio che porta la Dea ad altri due terzi posti, ad un’altra finale di Coppa Italia, ad un quarto e ad un ottavo di finale di Champions. Sono loro a reggere l’attacco anche quando restano senza gli altri due moschettieri, con Ilicic che dall’estate 2020 entra nel buco nero dei suoi tormenti personali e Gomez che nel dicembre 2020 rompe con Gasp e con il club, andandosene a Siviglia. Sono loro a continuare a segnare, per un altro anno, fino al dicembre 2021. Quando la favola colombiana si interrompe per i vari infortuni di Zapata e per il calo di Muriel. Nell’ultimo anno insieme i due cafeteros avevano le polveri bagnate, appena 5 gol in coppia, sorpassati nelle gerarchie dal nuovo che avanzava, da Lookman e Hojlund. In estate il capolinea della coppia, Zapata utilizzato ancora nelle prime due giornate, con la rete a Frosinone, in attesa che si definissero le operazioni di mercato: sembrava dovessero partire entrambi, in un programmato ricambio generazionale, poi l’infortunio di Toure’ ha portato alla permanenza per un altro semestre di Muriel. Il quale ha regalato ancora qualche perla delle sue: la doppietta decisiva in Austria contro lo Sturm Graz, poi il tacco divino al 94’ contro il Milan il 9 dicembre, quasi una risposta a distanza di una settimana a Zapata, che il lunedì precedente con una doppietta da ex aveva asfaltato la Dea a Torino. Il tempo passa per tutti, e nel calcio scorre più veloce: con l’uscita di Muriel,  sei mesi dopo quella di Zapata, l’Atalanta non parla più colombiano ma restano i ricordi di una coppia bellissima. Paragonabile ad alcune mitiche e mitologiche coppie del nostro calcio, da Graziani-Pulici a Mancini-Vialli. Centocinquanta gol in due, tanti, tantissimi: che coppia quella dei due bomber nerazzurri cafeteros!

L’istantanea del gol di tacco segnato da Muriel contro il Milan (credits: atalanta.it)

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