Tecnica

Benvenuti a Bergamo la città dell’Atalanta

19 Aprile 2024

Eugenio Sorrentino

Sono trascorsi 36 anni dalla serata di Atalanta-Malines, datata 20 aprile 1988, che ebbi l’onore di vivere e commentare immaginando che un giorno quella storica pagina di calcio genuino sarebbe stata riscritta. Da lì a poco sono diventato cittadino di Bergamo, legandomi ad essa indissolubilmente e seguendo di stagione in stagione la Dea, che nelle alterne vicende ha potuto contare sempre sulla fede inossidabile del suo pubblico multigenerazionale.

Da sette anni, con la famiglia Percassi e un profeta in panchina come Gian Piero Gasperini, l’Atalanta ha aperto un ciclo a livello europeo con risultati e qualità di gioco tali da costringere a rivedere i paradigmi del calcio. Bergamo insegna da sempre come debbano essere il lavoro e la professionalità a generare ricchezza e l’Atalanta è un esempio concreto di gestione virtuosa, a dispetto di chi vorrebbe imporre il potere economico per stabilire la scala dei valori. Il campo dice ben altro. Lo sanno bene i 15mila che, in occasione della gara di ritorno con il Liverpool, hanno gremito il Gewiss Stadium e coloro i quali, da casa e dal mondo, hanno assistito al completamento di un’impresa iniziata nel tempio di Anfield. L’Atalanta ha guadagnato, con pieno merito, un’altra semifinale continentale. Lo scenario si sposta al Velodrome di Marsiglia prima di riaprire il palcoscenico della Europa League al Gewiss Stadium. Non parlate più di sogno, ma di splendida realtà a beneficio del calcio italico che, grazie al cammino dell’Atalanta, guadagna il diritto alla quinta squadra in Champions League. Benvenuti a Bergamo, la città dell’Atalanta.

Squadra, tecnici e dirigenti festeggiano il passaggio alle semifinali sullo sfondo della curva nord del Gewiss Stadium (credits: atalanta.it)