Sette gare in Champions da titolare, restando in campo fino alla fine, più un’ottava presenza per un tempo. Da dicembre otto gare di campionato da titolare e altre quattro giocate nella ripresa. E vanno aggiunti i novanta minuti interi contro la Juventus in Coppa Italia. Sono i numeri di Lorenzo Bernasconi nell’ultimo trimestre (quelli in Champions sono integrati con i precedenti con Juric) da quando è arrivato Palladino: praticamente sempre titolare da inizio dicembre, in tutte le partite che contavano, in tutte quelle vinte. Nella cavalcata invernale della Dea c’è il contributo fondamentale del 22enne laterale sinistro cremasco, che nelle rotazioni è diventato insostituibile.
Domenica 22 febbraio, subentrando nella mezz’ora finale contro il Napoli, ha dato l’accelerazione decisiva per ribaltarla: sua la giocata che ha propiziato il corner di Zalewski per l’1-1 di Pasalic, suo il cross per il 2-1 di Samardzic. Sotto gli occhi del ct azzurro Gennaro Gattuso a seguirlo dal vivo in tribuna, contro il Napoli, e poi davanti alla tv contro il Borussia. Giocatore ‘on fire’ degli ultimi tre mesi Bernasconi, meno appariscente di chi segna i gol, di chi piazza le giocate esaltanti o le parate miracolose, ma altrettanto fondamentale. A sinistra sta volando: era dai tempi di Gosens, con l’unica eccezione di Zappacosta, che in nerazzurro non c’era un simile ‘Pendolino’. Corsa, copertura, cross, giocate. Gli è mancato solo il gol finora, unico neo in una mezza stagione esaltante: quando perfezionerà un po’ la mira negli ultimi quindici metri diventerà un abitudinario nel tabellino. Intanto è uno dei migliori laterali a livello di Champions, come dimostra anche il suo minutaggio. Che lo sta facendo crescere, anche a livello internazionale.
L’esperienza arriva nel lungo periodo ma il Bernasconi di oggi, per personalità, è già lontano anni luce dal ragazzino che a metà settembre esordiva in prima squadra (a quasi 22 anni), sbalzato dalla U23 di C direttamente sul campo del Parco dei Principi, di fronte ai campioni d’Europa del PSG. Storia diversa la sua rispetto al coetaneo Scalvini o al predecessore Ruggeri, entrambi esordienti in serie A o Champions a 17 e 18 anni. Bernasconi ha fatto la gavetta vera, un anno di apprendistato nel 2022-23 in prima squadra ma senza mai essere schierato da Gasp, due anni in C a lottare sull’erba di piccoli stadi, a crescere in un contesto molto lontano dai grandi palcoscenici della Champions. La vera utilità della under23 la dimostra un giocatore come lui: un prestito nel 2023 in un’altra realtà di C, non ancora ventenne, forse lo avrebbe bruciato, chiuso da qualche trentenne di grande esperienza. In nerazzurro, con la U23, Bernasconi ha giocato, tanto, ed è rimasto nell’orbita della prima squadra. Scommessa ponderata Bernasconi, scommessa vinta dalla dirigenza atalantina. Come giocatore nerazzurro ormai è una realtà, una sicurezza. Ora dietro l’angolo c’è l’azzurro: Gattuso potrebbe chiamarlo per gli spareggi di fine marzo. Uno come lui a sinistra fa comodo anche all’Italia.
Il ventiduenne laterale sinistro Lorenzo Bernasconi (Ph: A. Mariani)





