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Outdoor 1 Marzo 2026di Marco Enzo Venturini

Bezzecchi e Aprilia super protagonisti in MotoGP

Se il buongiorno si vede dal mattino, la domenica mattina di Buriram ci comunica che Marco Bezzecchi e la sua Aprilia daranno del gran filo da torcere a tutti nella corsa al titolo di campione della MotoGP nel 2026. In una domenica nerissima per la Ducati, è il riminese ad aggiudicarsi il Gran Premio di Thailandia dimenticandosi l’errore della Sprint Race e facendo registrare diversi record. Non solo, infatti, è il primo pilota di sempre a vincere quattro volte in top class per la casa di Noale, ma anche il primo a farlo per tre volte di fila. Oltretutto nessuno prima di lui era riuscito a condurre tre gare consecutive dal primo all’ultimo centimetro dai tempi di Jorge Lorenzo. In testa al mondiale c’è però Pedro Acosta, il vincitore del sabato, mentre Marc Marquez si deve ritirare e Pecco Bagnaia sprofonda nell’anonimato.

Che per la Ducati qualcosa non vada lo si intuisce già dalle prime curve. Al via è poderoso lo scatto di Bezzecchi dalla pole position, mentre Marc Marquez deve cedere la seconda piazza a Raul Fernandez. Il temutissimo Acosta sembra soffrire e si ritrova settimo, mentre Bagnaia dalla tredicesima piazzola balza alla decima lasciando presagire una rimonta che non arriverà: il nono posto strappato a Binder sarà di fatto il suo ultimo ulteriore sorpasso prima di finire invischiato in un passo del gambero che coinvolge praticamente tutte le Desmosedici in pista.

La gara procede con un buon livello di spettacolo, ma soprattutto grazie alla lotta per il terzo posto. Mentre davanti a tutti Bezzecchi scappa via senza che nessuno lo possa contrastare e Fernandez è autorevolmente secondo, si infiamma un duello ad altissimo contenuto di classe tra Marc Marquez e un rinato Jorge Martin. Quest’ultimo infila il connazionale al giro 4 con una manovra da urlo, proprio mentre anche Alex Marquez si arrende all’attacco di Mir in sella a una promettente Honda. Un giro dopo il campione del mondo si vede sfilare anche dal rimontante Acosta, che poi mette nel mirino Martin. Tra i due i cambi di posizione e le sportellate non si contano, ma al decimo giro la vecchia volpe di Cervera sfrutta la loro battaglia e li svernicia entrambi in rettilineo. È probabilmente il sorpasso più bello della prima domenica dell’anno, ma purtroppo anche l’ultimo acuto Ducati a Buriram.

Acosta ci mette un paio di curve a riprendersi la terza posizione, scappando via subito dopo. Marquez prova a limitare i danni e resta negli scarichi di Martin, almeno fino al 21° giro quando va largo e al rientro in pista si rende conto di aver forato la posteriore distruggendo anche il cerchione: è un amarissimo ritiro. A cinque giri dalla fine anche il fratello Alex abbandona la contesa, in questo caso per una caduta, completando una giornata da 0 punti per l’intera famiglia. La stessa che non solo ha concluso il 2025 al primo e secondo posto della classifica generale della MotoGP, ma che un anno fa si prese vittoria e secondo posto già nel Gran Premio di Thailandia. Ma per l’intera famiglia Ducati è calvario a Buriram: Ai Ogura, sulla seconda Aprilia Trackhouse, è in piena rimonta e infila senza problemi Bagnaia prima e Di Giannantonio poi. Quest’ultimo sarebbe anche alle spalle di Mir, se la Honda non abbandonasse lo spagnolo sul più bello per un problema tecnico. Pecco nel finale deve quindi cedere nuovamente il passo a Binder e, sul traguardo, perfino a Franco Morbidelli: chiude quindi nono, come se nulla fosse successo dal primo giro in poi.

La MotoGP lascia la Thailandia con una classifica generale del tutto inedita: in virtù anche del sabato davanti a tutti c’è una KTM, quella di Pedro Acosta che ha già messo in cascina 32 punti. Il suo primo inseguitore a -7 è questo Bezzecchi parso a Buriram il vero pezzo da novanta dell’attuale MotoGP, mentre a -9 c’è un’altra Aprilia: quella di un solidissimo Raul Fernandez. Non sembra un caso: Noale ha piazzato tutte e quattro le sue moto in Top 5. Le stesse posizioni in cui manca una Ducati, come non succedeva da 102 appuntamenti iridati: il primo rappresentante di Borgo Panigale è Fabio Di Giannantonio, sesto dopo una domenica gagliarda che però non può certo accontentare chi ha dominato in lungo e in largo la categoria negli ultimi anni. E che, se il buongiorno si vede dal mattino, rischia ben presto di dover cedere lo scettro a un Bez da antologia.

Marco Bezzecchi festeggia con il team Aprilia il dominio nel GP di Thailandia (credits: Aprilia)