Blu Basket si poteva dare di più

Simone Fornoni |

Una reazioncina sul 73-40 sotto e basta, nessun altro segnale di vita. Si esce di scena come l’anno scorso, solo non entrando mai in partita nemmeno per scherzo. Ereditata da Mauro Zambelli, sostituto di Devis Cagnardi, l’eliminazione ai quarti della primavera scorsa contro Ferrara, stavolta affrontata nella fase a orologio sbattendoci il muso, la Blu Basket del nuovo corso di Michele Carrea giunge sfiatata, deconcentrata e priva di energie al traguardo del ko di gara 5 in casa dell’Umana Chiusi. Una sfida mai nemmeno cominciata per un 88-64 a umiliazione ridotta soltanto nel finale (28-12 , 27-15 , 18-13, 15-24) che proietta i toscani di Giovanni Battista Bassi, bravo a far partire in quintetto l’uomo più Musso, 11 nel quarto dello start sui 19 totali, alla serie di semifinale contro la favoritissima Udine.

Gli investimenti targati Gruppo Mascio, tirando le somme, hanno dovuto sbattere il muso sulla positività di Potts a metà stagione, sull’insufficiente cambio Sollazzo, sull’innesto forse tardivo di Corbett, 0 all’ultima al PalaFacchetti e 7 stasera al Pala Estra dopo un buon rendimento complessivo, e sugli ultimi due di Cipolla, indisponibile per la seconda di fila ma pressoché da virgola, e Lombardi sotto la doppia cifra, stesso score del compagno USA che gioca da 2 con 1/5 dal campo e 3 rimbalzi da quintettista obbligato al posto di Sacchetti (out per la terza di fila), senza contare Lupusor lungodegente. Un mix d’ingredienti che ha costretto il solo capitan Reati, partito nello starting five da tre senza aiuti difensivi sull’argentino, a rintuzzare i ripetuti assalti senesi riuscendo a limitare i danni e stop: il cernuschese, subìto lo stordente 9-0 in un amen, si schioda da 3 a 3’35” dallo scollinamento verso il minitempo della sirena corta, imitato da un LaMarshall al piccolo trotto (18-12, 7′), per ripetersi nel giro di corsa successivo e per l’81-58 a 3’25” dal gong, infilandone uno dall’area e due liberi.

Troppo poco, quando si cede di schianto già nella prima decade pure sotto le plance (17 a 4, 51 a 29 al 40′) e di là il top scorer è assecondato da Wilson (16+10) sotto e fuori (16-5 dopo 5′, 58-29 al rientro in campo dall’arco) e, quando la mano diventa fredda, dal regista di riserva Raffaelli (17 con 3 bombe). Le percentuali dal legno parlando di un 32/65 (9 dai 6 e 75) contro un misero 21/64, meno di un terzo dei tiri tentati, con 9/30 da dove vale dispari. Si salva parzialmente anche Rodriguez, 18 ma nessun assist con 5/11 dalla lunga quando ormai è garbage time, mentre chi ha servito di più i compagni in Blu è il centro Langston (4), insufficiente col suo 9+9 rimbalzi al cospetto del pacchetto lunghi altrui (Ancellotti 7+7, Possamai 4+5, Fratto 4+2; tra gli esterni, Medford 4, Criconia 5, Biancotto 4 e lo starter Pollone 8).

Di qua non ha funzionato neppure il terzetto di backup Bogliardi-Miaschi-D’Almeida, col primo espulso per il secondo antisportivo (Raffaelli e Wilson) a 12’26” dal tutti a casa, il secondo a mettercene 6 spadellando dalla distanza (0/5) e il terzo da 4+4 facendo 1/7. Si poteva dare di più, senza essere eroi. Appuntamento ai prossimi piani estivi.

Langston in azione in Gara 5 a Chiusi (credits: ufficio stampa Blu Basket)

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