“Sono senza parole“- Dice bene Federica Brignone perché è nella leggenda. E non c’è modo migliore per definire la sua domenica e il secondo oro olimpico dopo quello in superG. La fuoriclasse di La Salle, classe 1990, disegna un gigante clamoroso e si prende un altro titolo. Come Hermann Maier a Nagano 1998 e Markus Wasmaier a Lillehammer 1994. E con questo metallo diventa anche l’italiana più titolata ai Giochi. A Cortina d’Ampezzo le porte larghe mandano in scena una prima manche che aveva già autorizzato a sognare in grande. Tracciato facile, neve pure, tanto equilibrio con tre atlete appaiate al comando (Colturi, Stjernesund ed Hector) prima del ciclone Fede: 74/100 con il pettorale 14, poi la tedesca Lena Duerr a 34 con il 16 e un’eccellente Sofia Goggia con il 17 a 46. La miglior manche della bergamasca con un gran recupero da metà in giù non viene purtroppo ripetuto nella seconda parte quando, a fronte di una parte alta di livello, ci sono 25/100 di troppo proprio nell’ultimo settore tra lei e l’argento. Se lo prendono, restando incredibilmente a braccetto, la campionessa uscente, la svedese Sara Hector e la norvegese Thea-Louise Stjernesund. Chi mastica ancor più amaro, ma stavolta la delusione è cocente è una Lara della Mea strepitosa nel risalire dalla 15ma piazza fino ai piedi di un podio sfuggito per soli 5/100. Curioso che a determinare il sapore della prestazione della tarvisiana (“Purtroppo ho sbagliato sul primo dosso, ma comunque è stata un’emozione grandissima essere qua e potermela giocare. Faccio i complimenti a Federica”), di fatto, sia stata una Tigre che dal suo fronte ha pennellato sia la prima che la seconda prova (i 96/100 al terzo intermedio sono piuttosto emblematici) creando un solco tra lei e le avversarie. La leggerezza della sciata, forte anche di un alloro già in bacheca, lascia quasi di stucco per qualità tecnica ed eleganza tra le porte. Un qualcosa che si è ritrovato anche alla ripartenza nonostante una tracciatura più angolata, giusto per sigillare una superiorità assoluta. Tra le nostre brava anche Asja Zenere, da 22ma a 14ma.
“Sono stata molto tranquilla – ha dichiarato Brignone – Prima della prima manche ero fin troppo calma, avevo paura di non essere abbastanza aggressiva. Mi sono sentita bene anche allo start della seconda e mi chiedevo il motivo. Poi ho pensato solo a sciare, ho provato a spingere il più possibile, ma mi sembrava di aver fatto una run così e così. Quando ho tagliato il traguardo e ho visto il primo posto, ho solo sentito urla e non ho più capito niente. Non me lo aspettavo. Della Mea? Le dedico un pensiero. Perché il quarto posto alle Olimpiadi, oltretutto con il distacco di pochissimi centesimi, brucia. Lei è stata fortissima, ha fatto una grandissima seconda manche e deve essere solo orgogliosa”.
A proposito di sogni soltanto accarezzati, non è stata da meno Sofia Goggia: “In primis doverosamente i complimenti a Fede – ha esordito -. Personalmente ho disputato una delle gare più belle. Ovvio, brucia un po’: eravamo in otto ragazze a 25 centesimi dalla medaglia d’argento. La seconda manche non era semplice, c’era un pochino più di angolo, ed era un po’ buio per chi partiva dietro. Ho commesso qualche piccolo errore, ma penso di aver dato tutto. Mi dispiace tantissimo per Lara. Per lei è stata un po’ una beffa: Federica ha vinto, Sara Hector e Thea Louise Stjernesund sono argento ex aequo e lei, che ha il terzo tempo totale, è fuori dal podio, un gran peccato per soli cinque centesimi; a volte, a mio avviso, il pari merito è un po’ ingiusto. In ogni caso è la conferma che sta facendo una grande stagione e deve ancora disputare lo slalom“. Tornando a sé stessa la finanziera aggiunge: “A questa Olimpiade potevo sicuramente fare di più, però io ho la consapevolezza di aver dato tutta me stessa. Porto a casa “solo” un bronzo, ma è stata una medaglia estremamente difficile da conquistare per determinate situazioni contingenti a quella gara. Nella combinata ero molto scarica di testa, non ero riuscita a recuperare bene dalla discesa e quindi non ho colto l’occasione. Nel SuperG stavo andando molto forte, avevo ritrovato una sciata molto autentica, da cui poi sono ripartita per costruire questo gigante, che per me – nonostante l’esito finale – è stata comunque una gran performance, visto che non era la mia disciplina e ultimamente non l’ho preparata. Non ho rimpianti e guardo avanti. Un grazie a tutti gli italiani che ci hanno seguito. E’stato bellissimo“.
Federica Brignone portata in trionfo dal Team Italia di sci alpino femminile (Ph: Pentaphoto)





