Cesare Bortolotti memoria viva

Fabrizio Carcano |

Tradizione e innovazione, passato e presente. Nel segno di una continuità nerazzurra che affonda le sue radici in un terreno solido. Dalla famiglia Bortolotti a quella Percassi (in mezzo la famiglia Ruggeri) in una linea comune bergamasca e atalantina che oggi l’Atalanta Bergamasca Calcio, a due settimane dal suo 115esimo compleanno, ha voluto rimarcare con un gesto simbolico ma sentito dal popolo nerazzurro: il ricollocamento della statua bronzea con cui 31 anni fa, nel momento del dolore più acuto, era stato ricordato il giovane ex presidente Cesare Bortolotti, scomparso nemmeno 40enne nel giugno 1990, mentre l’Italia del pallone si godeva i mondiali nostrani.

Cesare Bortolotti nel 1980 era subentrato appena 30enne al padre Achille alla presidenza atalantina, partendo malissimo, con la retrocessione in C nel 1981, il punto più basso della storia nerazzurra, prima di avviare il ciclo della risalita fino alla finale di Coppa Italia del 1987, alla semifinale di Coppa delle Coppe del 1988 e alla qualificazione alla coppa UEFA nel 1989 e 1990, lasciando un’Atalanta europea in quel tragico giugno 1990. Poi la prima gestione Percassi, quindi l’intermezzo dei Ruggeri, e dal 2010 il ritorno dei Percassi, stavolta al plurale, con Luca ad affiancare il padre Antonio come Cesare affiancava il padre Achille quarant’anni prima.

La continuità dell’Atalanta. Citata dallo stesso Antonio Percassi commesso nel ricordare “che ho esordito da professionista a 17 anni nel 1971 in prima squadra, in serie A, proprio con Achille Bortolotti. Una famiglia fantastica da cui ho imparato molto.” Il busto in memoria di Cesare Bortolotti era stato inaugurato il 28 settembre 1991 e collocato davanti alla palazzina che allora ospitava gli spogliatoi della prima squadra. Adesso quella palazzina, ricostruita ex novo nel 2019, è diventata la ‘Casa del giovane’, la palazzina del settore giovanile intitolata ad un’altra figura storica del pantheon atalantino: Mino Favini, per decenni responsabile del settore giovanile nerazzurro.

“Sono felice che il busto di Cesare Bortolotti sia stato riallocato nella posizione più consona per una società abituata a puntare sui giovani”, ha sottolineato il presidente Percassi. Circondato da tutti i dirigenti, dal figlio Luca, dal mister Gian Piero Gasperini e da una nutrita pattuglia di ex giocatori nerazzurri di ogni epoca: dalla memoria storica Pizzaballa ai vari Magrin, Moro, Bonacina, Foscarini, Felisetti, Paleni e tanti altri calciatori dell’era Bortolotti. Inevitabile poi per Percassi un momento di scambio di battute con la stampa, senza esaltarsi come da suo costume per un primo posto in classifica che onora anche la memoria dei Bortolotti.

“Il primo posto è esagerato, ma stiamo proponendo un calcio interessante. Valorizziamo i nostri prodotti come Scalvini, una filosofia mai cambiata dai tempi dei Bortolotti. Speriamo di continuare a fare bene, perché adesso arriva il difficile a cominciare dalla partita con la Fiorentina. Per noi resta fondamentale raggiungere quota 40 punti per la salvezza il più brevemente possibile.”

Foto di gruppo intorno al busto di Cesare Bortolotti (Ph: Alberto Mariani)

PHOTOGALLERY CERIMONIA SCOPRIMENTO BUSTO CESARE BORTOLOTTI (PH: ALBERTO MARIANI)

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