Covid e fronte del calcio

Eugenio Sorrentino |

Che il calcio sia contagiato è sotto gli occhi di tutti. Non solo dal Covid, purtroppo. Il fatto che la Lega Serie A abbia vinto tre dei quattro ricorsi presentati contro i provvedimenti delle Asl locali, rimettendo in gioco Salernitana, Torino e Udinese, mette in luce un meccanismo che si contorce come una spirale. Un avvitamento senza fine, come dimostra il destino del Bologna, tenuto in quarantena non da una logica medico-scientifica ma sempre da una pronuncia del Tar. Nessuno può dirsi soddisfatto, perché una sentenza amministrativa non è una soluzione a tutela di giocatori e staff, a difesa del calcio e degli interessi che esso rappresenta. La pandemia è una situazione eccezionale, ancorché perdurante, va contrastata possibilmente senza esercitare compromessi, convincendo i reticenti a vaccinarsi, e nel contempo garantendo lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali. Chiarezza e lungimiranza. Ce n’è bisogno in tutti i settori della società, anche nello sport e nel calcio. La posizione della Lega è di facile interpretazione: la positività al Covid equivale a un’assenza per malattia. Dunque, giochi chi è nelle condizioni di farlo. Per il resto, l’impressione è che si navighi a vista. E le decisioni di oggi potrebbero non valere domani.

Un’immagine del Gewiss Stadium vuoto lo scorso 6 gennaio – credits: Alberto Mariani

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