Novant’anni a testa, oggi, per una grande signora vincente del nostro sport e per un uomo invecchiato, ma non vecchio, nella testa e nello spirito: compiono insieme i loro primi 90 anni la Pallacanestro Olimpia Milano e Daniel Lowell Peterson, entrambi nati il 9 gennaio 1936, in due diversi continenti, prima di incrociare le loro storie, i loro miti. Un segno del destino, pensando ai trionfi degli anni ‘ottanta della squadra milanese biancorossa e del coach statunitense che stava per diventare un’icona della nostra televisione.
Difficile raccontare Dan Peterson in poche righe: allenatore di basket prima di tutto, ma solo fino a 51 anni, nel mentre e dopo, dai primi anni ‘ottanta in poi, commentatore e presentatore sportivo in televisione e in eventi ‘live’, volto pubblicitario, giornalista di carta stampata, autore di libri, ma anche attore in un episodio televisivo de ‘L’ispettore Coliandro’. E per poco non e’ stato lui il primo allenatore del Milan degli olandesi… Tanti i volti di un unico Dan Peterson, con quel suo italiano rimasto americanizzato dal giugno 1973, da quando è sbarcato 37enne per la prima volta in Italia senza conoscere nulla del Bel Paese e da qui non se ne è mai più andato. Novant’anni di una leggenda vivente, di una storia tutta da vivere e raccontare iniziata a Evanston, poco a nord di Chicago, nel freddissimo e centrale Illinois.
Padre poliziotto, lui doveva fare l’avvocato ma la passione per lo sport, non da giocatore per via del suo metro e 68, lo porta a diventare ad allenare fin da giovanissimo, affermandosi nelle squadre liceali e poi a soli 26 anni arrivando a guidare prestigiose squadre di college della NCAA, sedendo sulle panchine di Michigan State, USNA e Delaware. Non trovando sbocchi nella NBA sceglie a 35 anni di andare ad allenare la nazionale del Cile, negli anni della dittatura fascista di Pinochet: un americano a Santiago, per tutti era un agente della CIA sotto copertura. Peterson su questo ha sempre ironizzato, ma nella parte interpretata dell’episodio di Coliandro, nel 2015, avrebbe ricoperto proprio il ruolo del principale dirigente della CIA in Italia…
Due anni dopo ecco l’Italia, non a Milano, ma a Bologna, sponda Virtus: con uno scudetto e una Coppa Italia. Nel 1978 la scelta di traslocare in un’Olimpia Milano al punto più basso della sua storia dopo la sua unica stagione in A2. Ma Peterson sceglie Milano non solo per il basket, intuendo anticipatamente che gli ‘anni di piombo’ iniziano ad andare verso la fine e si sta aprendo un nuovo boom economico e di benessere che vedrà protagonista la ‘Milano da bere’, di cui sarà uno dei volti più noti per tutti gli anni ‘ottanta.
Con l’Olimpia stringe i denti i primi anni giocando soprattutto con i ragazzi usciti dal vivaio e con americani economici trovati grazie alle sue conoscenze americane, poi arrivano davvero gli anni d’oro, anche per l’Olimpia, con campioni come Mike D’Antoni (scoperto e valorizzato da Peterson) e Dino Meneghin e dal 1986 il fenomeno Bob McAdoo sbarcato dall’NBA: l’Olimpia targata Simac e Tracer nel triennio 1984-1987 da ‘invincibile’ vince tre scudetti consecutivi, due Coppe Italia, una Coppa Korac e nel 1987 la Coppa dei Campioni nell’anno del grande Slam.
E dalla svolta ‘petersoniana’: il 51enne coach a sorpresa lascia la panchina, per prendersi una pausa dal troppo stress quotidiano di allenamenti e trasferte e fare altro, fare tv e non solo. E qui occorre fare un passo indietro. Dai primi anni ‘ottanta con la crescita delle tre tv private di Silvio Berlusconi e’ Peterson l’uomo scelto per portare l’America sportiva sui nostri teleschermi. La NBA di Magic e Bird, ma anche il football e l’hockey e poi dal 1986 il ‘Wrestling’: sport e spettacolo insieme, raccontati dalla voce di Peterson, con il suo accento slanghizzato. Decine di migliaia di appassionati di sport Made in USA si formano ascoltandolo.
Panchina e studi televisivi, successi paralleli, popolarità crescente: nel 1985 arriva la popolarità nazionale, con la proposta di diventare il volto pubblicitario del ‘Te’ Lipton’ con quello slogan tutto suo ‘Per me numero uno’. Inizialmente lo conoscono ancora in pochi fuori dal perimetro degli appassionati di basket così c’è un sottopancia: ‘Dan Peterson, allenatore e commentatore sportivo’. Lo spot passa a ogni ora, su ogni canale e Peterson passa così dalle camerette dei ragazzi appassionati di sport americani ai televisori di tutte le famiglie a tavola per cena: improvvisamente tutti lo conoscono fuori dal basket, da Bolzano a Lampedusa. E qui si torna al bivio del 1987: l’allenatore più vincente, con quattro scudetti a Milano e il Grande Slam, vuole fare anche altro. Berlusconi, suo grande estimatore, gli propone di allenare il nuovo Milan che sta costruendo: Peterson tentenna, passare da una panchina all’altra sarebbe ancora più stressante. Alla fine opta per la tv e Berlusconi ripiega sul tecnico romagnolo Arrigo Sacchi…
Non tornerà più in panchina Peterson, continuando a fare il telecronista di varie emittenti, il commentatore sulla Gazzetta, lo speaker a eventi come la prima volta del Wrestling a Milano, al PalaTrussardi: e’ lui a introdurre i volti di Hulk Hogan e Andre’ The Giant ai 10 mila milanesi assiepati sugli spalti. Rifiuterà anche la nazionale italiana Peterson, nel 1992, lasciando strada al giovane Ettore Messina. Poi nel 2011 la decisione di accettare la chiamata dell’Olimpia, a 75 anni: forse l’unico errore della sua carriera, con un esito scontato, un mezzo fallimento con una squadra sbagliata, ereditata da scelte sbagliate di altri. Il resto è storia, ancora giornalismo, ancora televisione, libri, di sport e non solo: nella sua testa c’è l’idea di scrivere un giallo su un americano a Milano, uno della CIA. E poi gli incontri che da oltre trent’anni tiene con le aziende, per formare i dirigenti, per insegnare il team building e le tecniche di motivazioni.
Tanto davvero e tanto altro da fare per questo ragazzino di 90 anni che di errore forse ne ha commesso anche un altro, meno noto: incoraggiare al giornalismo, trentacinque anni fa, l’allora 17enne liceale milanese che oggi firma questo articolo…
Dan Peterson è nato il 9 gennaio 1936, giorno di fondazione dell’Olimpia Milano con cui da allenatore ha vinto tutto (photocredits: Federazione Italiana Pallacanestro)





