De Ketelaere promesso sposo della Dea con il mito del 10

Fabio Gennari |

Carlo non è Giuseppe. Ma ha qualità da vendere, un bisogno enorme di ritrovarsi e di far vedere a tutti che anche lontano da casa può essere grande. A Bergamo sperano addirittura grandissimo. Detta nella loro lingua, forse si capisce meglio, Charles (De Ketelaere) non è Josip (Ilicic). Il numero “numero 10” della Dea, parliamo di posizione in campo e non della casacca che indosserà visto che quella potrebbe essere di Tourè, è identificato ormai da tutti come il nuovo innesto di qualità per il reparto avanzato nerazzurro. Manca l’ultimo tassello, il ragazzo è tornato in Italia da poco dopo il tour americano con il Milan e a Bergamo si sta ragionando in modo approfondito su come Gasperini potrà utilizzarlo. 
Nel Bruges, società che ha svelato al mondo il suo talento, Charles De Ketelaere ha giocato 120 partite con 25 gol e 20 assist. Numeri interessanti anche in senso assoluto, che diventano quasi incredibili se si pensa che il ragazzo ha giocato con la prima squadra dei nerazzurri (di Belgio) dai 18 ai 21 anni. E, aggiungiamo, questo rendimento De Ketelaere lo ha offerto disputando partite di Jupiler League (la massima serie belgA), Champions League, Europa League e coppa nazionale. Insomma, non parliamo di un buon gregario ma di un protagonista. 
Piede mancino, fisico non certamente super potente ma altezza comunque importante, il classe 2001 promesso sposo dell’Atalanta può muoversi come elemento di qualità sia alle spalle delle punte che in prima linea, da attaccante esterno che parte da destra o pure da centravanti atipico. Come? Sì, avete ragione: sono le stesse cose che abbiamo scritto per tanto tempo di Josip Ilicic. Ma il confronto sarebbe sbagliato, età e personalità oltre che esperienza in un calcio complicato come quello italiano sono totalmente diversi e sbilanciati verso l’ex funambolo sloveno. Per questo la strada migliore è pensare a Charles De Ketelaere come un ragazzo che deve diventare un punto di riferimento, non “il nuovo” di qualche altro giocatore del passato. Glielo si augura, ovviamente. Ma la pressione in queste situazioni non è una buona compagna di viaggio. Meglio lasciarla in qualche angolino.

Charles De Ketelaere è tornato dal tour americano con il Milan (credits: acmilan)

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