Dino Zoff gli 80 anni di Monument Man 

Eugenio Sorrentino |

Uno dei più grandi portieri della storia ha compiuto ottant’anni. Dino Zoff, razza friulana, si è regalato e ha regalato all’Italia un titolo mondiale esaltante a Spagna 1982, obiettivo raggiunto piegando le corazzate sudamericane Argentina e Brasile e i panzer tedeschi in una memorabile finale. La parata che lo ha fatto passare alla storia è stata quella sul carioca Oscar che permise di fissare il risultato sul 3-2 e battere il Brasile con la storica tripletta di Pablito Rossi, contribuendo a suggellare l’epopea di Bearzot e Scirea con il presidente Sandro Pertini in veste di tifoso eccellente. In precedenza, nel 1968, aveva vinto l’Europeo con la Nazionale di Gigi Riva e Giacinto Facchetti. Con le sue squadre di club (Udinese, Mantova, Napoli e Juventus) è scesa in campo 842 volte e ben e 332 volte consecutive, come dire mai un’assenza in undici anni. Con l’Italia 112 presenze e vanta la più lunga striscia d’imbattibilità nella storia delle nazionali di calcio (1142 minuti). Dino Zoff è un grande uomo di sport, serio in ogni circostanza dentro e fuori campo, un vero esempio di signorilità e correttezza. Quando è stato chiamato ad allenare la Nazionale, lo ha fatto con spirito di servizio. Nel biennio 1998-2000 da Ct ha raggiunto la finale dell’Europeo, vinto dalla Francia con la formula del golden gol. Le sue parate hanno unito il Paese, il suo stile permette che lo si acclami oggi e in futuro.

Dino Zoff in una foto d’archivio nelle vesti di ct (credits: figc.it)

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