La grande curiosità dura pochi giri, poi si verifica l’atteso dominio Mercedes. Ma la Ferrari c’è, mostrando uno stato di forma forse superiore a quanto fosse lecito sperare. La nuova Formula 1 si è svelata al mondo al Gran Premio d’Australia, regalando a George Russell una vittoria da dominatore, a Kimi Antonelli un solidissimo secondo posto, a Charles Leclerc il primo podio stagionale e a Lewis Hamilton una bella quarta posizione e soprattutto il tanto sperato ritorno ad alti livello. Per il resto le perplessità rimangono, sebbene spunti di spettacolo inediti sicuramente ci siano.
Non si può che partire dal sabato, e da un’ora abbondante di qualifiche che pochissimi erano riusciti a capire e praticamente nessuno aveva apprezzato. Troppo snaturata una Formula 1 in cui la ricerca prestazionale della velocità assoluta è da sacrificare a vantaggio della gestione dell’energia delle monoposto. La domenica, per fortuna, rimette a posto qualcosa ma non tutto torna. C’è, come preventivabile di fronte a un cambio regolamentare così profondo, qualche problema per i piloti anche solo a tenere le macchine in pista. E così, dopo gli errori di Antonelli nelle libere e Verstappen in qualifica, a sbattere contro il muro addirittura nel giro di installazione prima della partenza è l’eroe di casa Oscar Piastri: non potrà nemmeno prendere parte alla gara. Che, quando inizia, genera subito 11 giri che sembrano il frutto di un delirio febbrile: la Ferrari mostra una superiorità schiacciante nel sistema della partenza, con Leclerc che da quarto dribbla tutti i rivali che lo precedono ritrovandosi in testa dopo la prima curva, Hamilton da settimo (o sesto, non essendoci più Piastri) è subito terzo. Antonelli da secondo precipita settimo, Russell è a sandwich tra le due Rosse.
Il gioco della gestione dell’energia, del super clipping, del boost e delle altre diavolerie previste dal regolamento 2026 danno poi vita a uno spettacolo surreale. Russell, come previsto, svernicia Leclerc. Poi però in piena velocità sembra quasi bloccarsi, tanto che la Ferrari numero 16 torna davanti. Il monegasco cede di nuovo la vetta al rivale al settimo giro, anche lui in un punto anomalo della pista di Melbourne, per poi riprendersela di nuovo e dare vita a 2-3 giri di duello serratissimo a cui per qualche curva si aggiunge anche Hamilton terzo. Il primo guasto dell’anno, quello della Red Bull dell’ottimo Hadjar all’11° giro, provoca la Virtual Safety Car e anestetizza un Gran Premio d’Australia fin troppo caotico per essere vero. Tanto da somigliare più a un videogioco che alla vita vera, e non a uno di simulazione corse: come suggerito da Leclerc in persona, sembra più Mario Kart.
La Ferrari riesce comunque a scegliere una strategia che inizialmente sembra tutt’altro che condivisibile, non richiamando al cambio gomme nessuno dei suoi piloti mentre la concorrenza fa il contrario. Lo stesso avviene al giro 19, quando a fermarsi è la Cadillac di Bottas (qui c’è anche un pizzico di sfortuna, con Leclerc e Hamilton già oltre la corsia box al momento del ritiro del finlandese e poi impossibilitati a rientrare nel giro successivo dalla chiusura della pitlane). La sosta in piena gara sembra fatale per le speranze delle Rosse, che invece tengono assolutamente botta perché la loro competitività è innegabile. E così il distacco dal vincitore alla fine è di soli 15 secondi: alla vigilia si temeva molto peggio. Ma soprattutto sono 35 i secondi di vantaggio sull’unica McLaren al traguardo, quella di uno spaesato Lando Norris apparso fin troppo opaco per essere un campione del mondo in carica. Meno di tre secondi dietro c’è Verstappen, sesto ma che quantomeno può essere orgoglioso della sua rimonta dal ventesimo posto.
Si lascia quindi l’Australia con una Mercedes schiacciasassi e una Ferrari autorevolmente seconda forza. Per il resto sono poche le certezze della nuova Formula 1, l’auspicio è che già la prossima settimana riporti un po’ di ordine in più in Cina.
George Russell e Kimi Antonelli hanno occupato le prime due posizioni del Gran Premio di Australia di F1 (credits: Mercedes-AMS Petronas F1 Team)





