Dubbi uniformità dei protocolli VAR

Fabio Gennari |

Risultato, meriti e parate di Sportiello a parte, Fiorentina – Atalanta è stata caratterizzata da due episodi abbastanza clamorosi che ne hanno condizionato il risultato. Uno nel primo e uno nel secondo tempo, falli di mano di Toloi che Guida non ha visto e che sono stati trattati male dal VAR Fabbri. Al 25′ del primo tempo e al 6′ della ripresa, il capitano dell’Atalanta è stato protagonista di due tocchi di mano in area. Il primo ha portato poi all’occasionissima di Gonzalez sventata da Sportiello, una trentina di secondi di consulto hanno portato a nulla ma rivedendo le immagini c’è un fotogramma in cui si nota l’intervento con il braccio in posizione innaturale dell’italo-brasiliano. Ad inizio ripresa, Toloi ha toccato la palla presumibilmente con il braccio prima della conclusione fuori di Castrovilli ma dopo 4 minuti abbondati di verifiche, lo stesso Fabbri ha mandato al monitor Guida e lo ha indotto all’errore. Attenzione: è probabile che il centrale della Dea abbia preso la palla con il braccio ma dalle immagini circolate non c’è la certezza che sia avvenuto. E per intervenire, come successo molte altre volte in questa stagione, serve un fotogramma chiaro che al direttore di gara non è stato mostrato. Eppure lui ha deciso che Toloi non ha preso la palla con la testa ma di mano. Una stortura del protocollo, una decisione importante presa senza rispettare le linee guida e con un atteggiamento opposto a tante altra circostanze. 
Il brutto è che a Firenze, per il secondo anno di fila, una scorretta applicazione del protocollo VAR ha condizionato il risultato della Dea. Ricordate? Nel secondo tempo di Fiorentina – Atalanta, dopo la rete di Piatek, i bergamaschi raggiunsero il pari con Malinovskyi ma tutto venne annullato per posizione attiva e irregolare di Hateboer. Doveri assegnò il gol, Banti gli disse di attendere la verifica e lo stesso Banti fece annullare al fischietto di Roma la rete senza andare al monitor. Il protocollo, in queste situazioni, dice di comportarsi in modo molto diverso. Quasi opposto. Il VAR pone il dubbio all’arbitro di campo che viene mandato al monitor per l’ultima decisione. Una domanda, quindi, ai signori del calcio: come mai non si applicano sempre gli stessi protocolli?

Il capitano dell’Atalanta, Rafael Toloi, protagonista dell’episodio che ha portato alla concessione del penalty a favore della Fiorentina (Ph: A. Mariani)

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