Europa League e Coppa Italia tutto è possibile

Fabrizio Carcano |

Davide vestito di nerazzurro sta battendo i giganti Golia delle metropoli del calcio internazionale. L’Atalanta vuole portare la provincia sul trono europeo.  E su quello italiano. Vincendo l’Europa League e la Coppa Italia. Impresa riuscita, nel calcio moderno, a livello italiano, solo al Parma di Nevio Scala  tre decenni fa. Trent’anni dopo i fasti degli emiliani adesso ci provano i bergamaschi nerazzurri a salire sul tetto continentale, sul modello di altre realtà ‘in miniatura’, come Dortmund o andando indietro nel tempo Leverkusen, Eindhoven,Malines, Nottingham. L’Atalanta piccolo Davide che sui palcoscenici internazionali batte i giganti Golia come il Liverpool e lo Sporting Lisbona. E insegue un clamoroso mini ‘triplete’: l’Europa League (che qualifica la vincente alla Champions), la Coppa Italia e il quinto posto in serie A, che grazie all’impresa della Dea contro i Reds da giovedì vale il quinto pass per una squadra italiana alla prossima Champions. Tre obiettivi clamorosi, un triplete impensabile a inizio stagione, anche se a Bergamo ci credevano in tanti. 

“Questa per noi è una stagione incredibile: siamo ancora dentro a tutto e andiamo avanti, adesso ripartiamo con il campionato e poi mercoledì avremo la semifinale di ritorno della Coppa Italia, dove partiamo con uno svantaggio ma abbiamo la possibilità di conquistare la finale”. 

La road map nerazzurra adesso prevede il derby regionale domenica sera a Monza, dove servirà un successo per la corsa sulla Roma, e poi mercoledì la semifinale contro la Fiorentina nella bolgia di un Gewiss esaurito. E la provinciale Atalanta anche qui vuole scrivere la storia: dalla vittoria atalantina del 1963 solo due ‘provinciali’ hanno conquistato la coppa nazionale, il Vicenza nel 1997 e il Parma tre volte negli anni novanta, con l’ultimo successo nel 1999. Due anni dopo nel 2001 la vittoria della Firoentina, poi il trofeo è andato solo alle solite sei grandi metropolitane: Inter, Milan, Lazio, Roma, Napoli e Juventus. Arrivare alla finale del 15 maggio all’Olimpico (con annessa qualificazione anche alle final four di Supercoppa in Arabia) e vincerla significherebbe riportare la Coppa Italia a Bergamo dopo 61 anni. “Sappiamo che dimensione abbiamo come club. È un qualcosa di straordinario, per Bergamo e la sua tifoseria”, ha fatto notare l’amministratore delegato nerazzurro, Luca Percassi. Fotografando l’impresa della Dea, bandiera e simbolo di una città da 115mila abitanti e di una provincia daun milione di abitanti. “Superare il Liverpool, una delle squadre più forti al mondo, ha dato ancora più sapore al passaggio del turno. Questa è stata la vittoria di tutta l’Atalanta e della nostra città, Bergamo. Ora contro il Marsiglia saranno due splendide gare”. Intanto la tifoseria atalantina prepara tre esodi: il 2 maggio a Marsiglia, il 15 a Roma per la finale di Coppa Italia e il 22 a Dublino per la finalissima di Europa League. E, infatti, voli e hotel per la capitale irlandese in quella data sono presi d’assalto. 

L’amministratore delegato Atalanta, Luca Percassi, sogna di arrivare in finale in Europa League e Coppa Italia (credits: atalanta.it)

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