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Outdoor 27 Marzo 2026di Marco Enzo Venturini

F1 in Giappone con i riflettori puntati su Antonelli

La Formula 1 torna in pista per il Gran Premio del Giappone, appuntamento iridato che evoca dolci ricordi ai tifosi della Ferrari trasformatosi però in un vero e proprio tabù da decenni. Suzuka, teatro della conquista del primo mondiale in Rosso di Michael Schumacher nel 2000, non saluta una vittoria del Cavallino addirittura dal 2004 e negli ultimi anni è stato soprattutto il luogo di sogni infranti. Basti ricordare il ritiro al via per incidente di Fernando Alonso nel 2012, di fatto ultimo anno in cui il team di Maranello lottò concretamente per il titolo piloti fino all’ultima gara. Nel frattempo è divenuto terreno di caccia prediletto di Max Verstappen, vincitore negli ultimi quattro anni, ma oggi in preda a un nervosismo forse senza precedenti nella sua intera carriera. E con una Mercedes favorita d’obbligo e anche al centro di importanti polemiche, ci si domanda che cosa possa raccontare lo storico circuito del Sol Levante.

Dalla Cina al Giappone c’è stato un nuovo tormentone tecnico, l’ennesimo di questo inizio di 2026: l’ala anteriore della Mercedes, che a Shanghai ha dato l’impressione di chiudersi in più tempo rispetto a quanto sancito dal regolamento. Ma le proteste presentate alle federazione da diversi team, Ferrari inclusa, hanno generato il consueto nulla di fatto. Il team anglo-tedesco ha presentato le sue spiegazioni, garantendo che risolverà l’inghippo. Nel frattempo però i riflettori continuano a concentrarsi su Andrea Kimi Antonelli, reduce dalla prima vittoria in Formula 1 della sua giovane carriera e che nel mondiale piloti si trova a soli 4 punti dal leader del campionato, il compagno George Russell. «Mi sento un po’ più sicuro di me stesso. Vincere ha rinforzato la mia consapevolezza sul potenziale che ho – ha rivelato da Suzuka il talento bolognese -. Mi sono tolto un peso e so fino a che punto posso arrivare. Ora so di potercela fare, ma capisco anche quanto lavoro serva per essere sempre al top. Mi rendo anche conto del fatto che le aspettative di tutti sono diventate altissime, ma questo fine settimana resta uguale a tutti gli altri e l’obiettivo è quello di sempre». Le prospettive di un duello iridato tra le due «Frecce d’Argento» sono peraltro vissute con grande cautela dal suo compagno Russell: «Ora abbiamo un piccolo vantaggio sulla Ferrari e un vantaggio un po’ superiore su tutti gli altri. Ma gli equilibri possono cambiare in fretta in un campionato così lungo. Quindi al momento pensare di un duello per il campionato solo tra noi due è prematuro. Sappiamo che ogni team porterà aggiornamenti, non è garantito che resteremo davanti per tutto l’anno. Il fatto poi che tutti cerchino di rallentarci perché siamo tornati al top, secondo me, è ingiusto».

Sorniona è quindi la Ferrari, temuta dalla Mercedes e nella posizione di poter tenere un basso profilo senza stonare. Da qui le dichiarazioni di Charles Leclerc: «Non credo che siamo così tanto vicini come la gente si immagina. Sono le prime gare dell’anno e stiamo vedendo belle lotte. Ma la nostra unica possibilità di restare al loro livello quando la gara entra nel vivo è infastidirli nei primi giri. Sul ritmo loro sono troppo superiori, si parla di 4-5 decimi al giro. Noi vogliamo vincere delle gare, è evidente. Lavoriamo per riuscirci, in fabbrica si stanno studiando aggiornamenti. Al momento sembra però molto difficile». Sulla stessa falsariga le parole di Lewis Hamilton, che pure sembra stare vivendo un momento di forma come non si vedeva da anni. «Non esagererei con le aspettative, ho appena ottenuto il primo podio dopo un lungo inseguimento – ha ricordato l’inglese del Cavallino -. Dobbiamo continuare a crescere passo dopo passo, ma la Mercedes è ancora nettamente davanti».

C’è poi chi sta messo nettamente male, a cominciare dai campioni in carica della McLaren che in Cina nemmeno sono riusciti a schierarsi sulla griglia di partenza del GP. Secco Oscar Piastri, che addirittura nel 2026 non ha ancora corso nemmeno un giro alla domenica: «Questa settimana vogliamo cercare di vedere i semafori accesi. Poi si vedrà. Ma non ci aspettiamo troppe sorprese, perché il gap da colmare è davvero grande». Prova invece a non abbattersi Lando Norris: «Vogliamo prima tornare in zona podio e poi riprendere a vincere. Siamo fiduciosi di riuscirci, serve pazienza e torneremo a farlo. Ho grande fiducia nella squadra, nel 2024 eravamo indietro di oltre 150 punti e poi abbiamo vinto il titolo costruttori». Molto negativo è invece il quadro della Red Bull dipinto da Isack Hadjar: «Non siamo la terza forza in pista, forse la quinta. Siamo in netto sovrappeso e abbiamo una macchina difficile da guidare, ma cerchiamo di non disperarci».

Non alla disperazione, ma alla furia cieca è arrivato Max Verstappen. Il dominatore unico di Suzuka da quando il Giappone è tornato in calendario dopo il Covid ha fatto parlare di sé per aver chiesto l’allontanamento dalla sala stampa di un giornalista britannico, a lui sgradito. «Se lui non se ne va, io non parlo. Esci», è sbottato l’olandese della Red Bull. Per poi insistere sulle lamentele verso il nuovo regolamento, ormai un tormentone («Spero si riesca a cambiare quanto prima»), e a proposito dei valori della pista affermare: «Dobbiamo essere realisti. Ogni anno è diverso, e al momento sarebbe sbagliato pensare ai nostri risultati degli anni scorsi qui a Suzuka. Non siamo nemmeno vicini a quei livelli, ora penso solo a finire questo weekend e poi si vedrà. Speriamo che la pausa del campionato ci aiuti a capire meglio la macchina». Nel frattempo, però, la Mercedes continua a volare. E, auspicabilmente, se qualcuno può insidiarla è proprio la Ferrari.

Kimi Antonelli sulla pista di Suzuka (credits: Mercedes-AMG Petronas F1 Team)