Quel sole sul casco, lo stesso che ha nel cuore. Il simbolo della fondazione dedicato alla sua dolce metà, l’indimenticabile Matilde Lorenzi rende indescrivibile l’impresa di Federico Tomasoni: il 28enne di Castione della Presolana scrive, insieme a Simone Deromedis, una pagina epica non solo per la storia delle Olimpiadi ma anche per lo skicross. A Livigno, infatti, in una gara dai mille colpi di scena sotto una fitta nevicata regala un finale incredibile, perfino impensabile. Perché Deromedis, trentino classe 2000, campione iridato a Bakuriani 2023, in Georgia, disegna un ultimo atto da manuale, dominato dalla partenza all’arrivo in maniera perentoria. Alle sue spalle, al contempo, prende forma il capolavoro numero 2 e lo realizza il bergamasco: lo svizzero Alex Fiva, 40 anni, accarezza l’argento invece sulla linea del traguardo, Fede lo brucia e si va a prendere una clamorosa piazza d’onore costringendo l’elvetico al gradino più basso (dopo il secondo di Pechino 2022). Un fotofinish a favore che ricorda tanto quello che, nel marzo scorso, consegnò il titolo mondiale a Michela Moioli a St Moritz. Un segnale dal cielo, verrebbe fin troppo semplice pensarlo. Una competizione telecomandata dalla ragazza che ha tanto amato e che solo un atroce destino gli ha prematuramente strappato. Il seriano, portacolori dell’Esercito, era stato bronzo tre anni fa in Georgia nella gara a squadre con Jole Galli e oggi firma un qualcosa di magico dopo il 17mo crono in qualifica. Poi gli ottavi passati dietro al grande favorito della vigilia, il canadese Reece Howden mentre l’altro “bg” Edoardo Zorzi veniva eliminato (terzo) nella heat che ha promosso gli azzurri Deromedis e Dominik Zuech. In semifinale poi l’anticipo di quello che sarebbe accaduto poco dopo, con i due amici uno dietro l’altro. Prima dell’apoteosi con Simo davanti a Fede. Che nella cerimonia di premiazione piange, bacia la sua medaglia e la dedica guardando lassù. Lacrime e brividi. E una doppietta d’antologia.
“Vincere una medaglia olimpica è la massima aspirazione di ogni atleta, farlo davanti al nostro pubblico è stato ancora più incredibile. La volontà di far crescere ancora questo sport in Italia è stata una motivazione in più, per avvicinare altri giovani allo skicross, una disciplina che sa dare adrenalina, che piace” – ha dichiarato Simone Deromedis, prima di rivolgere un pensiero al compagno di avventura Federico Tomasoni, passato negli ultimi due anni dalla tragedia della scomparsa della compagna Matilde Lorenzi.
“Voglio congratularmi con Federico, quello che ha passato è qualcosa di terribile. Lui è stato un grande, davvero. Gli siamo stati vicini, ma lui è stato fortissimo e si merita davvero tutta, questa medaglia. Se è il suo primo podio e l’ha fatto oggi, credetemi non è una casualità”. Tomasoni. Classe 1998, bergamasco di Castione della Presolana, è felice e commosso: “Le favole esistono, ma va oltre l’immaginato: ho voluto portare il ricordo di Matilde sul casco, con il cuore fino alla fine. Ci vorrà un bel po’ di tempo per realizzare questo momento. Abito a pochi chilometri da Livigno ed è qualcosa di incredibile: ho provato nelle scorse settimane ad immaginare questo momento, sarebbe stato un sogno. E l’abbiamo realizzato in due. Nessuno si sarebbe mai aspettato due medaglie in questa gara, perchè siamo in pochi ma credo che questo risultato possa dare una grande spinta all’intero movimento. Più di così non potevamo fare per aiutare questo sport”.
Federico Tomasoni e Simone Deromedis in gara sullo Stelvio (credits: FISI)





