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Outdoor 20 Marzo 2025di Marco Enzo Venturini

Ferrari, speranza di alba rossa in Cina

Una nuova gara, a una settimana di distanza dall’esordio stagionale, e sempre quando in Italia saranno le prime ore del mattino. Obiettivo: dimenticare l’incubo che ha aperto il campionato 2025. La Ferrari prova a mettersi alle spalle Melbourne ripartendo da Shanghai, pista che in passato regalò ben più di un’emozione e di una gioia ai fan del Cavallino. Che, nell’imminente Gran Premio di Cina, sperano di poter salutare una nuova alba rossa dopo la tempesta australiana.

Il quadro post debutto è per il momento desolante. Le performance inferiori rispetto alle rivali più accreditate, unite a una cattiva gestione della strategia e ai tanti imprevisti provocati dal meteo australiano hanno generato rispettivamente un ottavo e un nono posto per Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Questo significa che la Ferrari si presenta in Cina come settima forza del mondiale, classifica alla mano. Il Cavallino insegue non solo McLaren, Mercedes e Red Bull, ma anche una Williams reduce da anni da incubo, una Aston Martin che appariva da tempo alla deriva, e perfino la Sauber: il team che quattro mesi fa arrancava nei bassifondi della Formula 1 come fanalino di coda della griglia. Chiaro che serva una scossa, ma soprattutto risultati.

Vero è che in passato capitò di partire anche peggio. Nel 1980, 1981, 1982, 1992 e 2009 addirittura Maranello si ritrovò con 0 punti in cascina dopo il primo Gran Premio stagionale. Ma, in particolare nel primo e negli ultimi due casi, saremmo poi stati in presenza di tre fra le peggiori stagioni della storia del Cavallino: chiaro che non sia proprio il caso di prendere esempio da tali precedenti. Ma la sensazione è che gli scenari, di certo non scintillanti, non siano comunque foschi come si potrebbe pensare. Almeno per il momento.

I musi dei due piloti della Rossa erano piuttosto lunghi in Australia, e in particolare Leclerc ha voluto parlare chiaro: Shanghai rischia di non essere una pista amica della Ferrari, se non altro quella odierna. Ma perfino in Australia, fino alla Q2 del sabato, quella che si era vista in azione non era certo la settima forza del campionato. E forse nemmeno la quarta, o la terza. La certezza è che, se Melbourne fosse confermata anche in Cina, l’attuale McLaren sia pressoché ingiocabile. Le altre però non sono lontane: inclusa la sorprendente Mercedes e una Red Bull che al momento si aggrappa solo alla classe e alla tempra di Max Verstappen.

Stavolta, peraltro, il meteo non dovrebbe giocare tiri mancini. Qualifiche e Sprint Race (la prima dell’anno) dovrebbero ragionevolmente tenersi sotto il sole, per la gara è prevista al massimo qualche nuvola. La Ferrari potrà quindi concentrarsi sulle prestazioni in pista, rimandando la gestione della pista bagnata alle prossime tappe iridate. Il resto è da cercarsi nella voglia di riscatto di Hamilton e Leclerc, nell’ambiente generalmente favorevole (nel corso degli anni l’amore della Cina per il Cavallino è stato dimostrato, certificato e consolidato), ma anche alcuni precedenti.

I bei ricordi in rosso sul circuito di Shanghai non mancano, sin dalla prima volta della Formula 1 in Cina nel 2004: vinse Barrichello, con una strategia «alla Schumacher» che gli permise di avere la meglio sugli arrembanti Raikkonen e Button fino a una festa fuori controllo sul podio alla presenza nientemeno che di Luca Cordero di Montezemolo. La stessa pista salutò l’ultima vittoria della carriera di Schumacher nel 2006, il trionfo di Raikkonen nel 2007, cruciale per la successiva conquista del titolo e che peraltro coincise con il successo numero 200 della storia del Cavallino (ma anche con la prima, cocente delusione della carriera di Hamilton), e l’impresa di Fernando Alonso nel 2013, autorevolmente primo in un anno rivelatosi poi piuttosto avaro di soddisfazioni. Forse proprio questo può rappresentare l’esempio perfetto per ripartire. Ma, auspicabilmente, andare anche oltre.

Hamilton e Leclerc in Cina. I tifosi della scuderia di Maranello sperano in un pronto riscatto dopo la delusione dell’esordio a Melbourne (credits: Scuderia Ferrari)