Francesco Rossi terzo tra i pali

Fabrizio Carcano |

La domenica speciale del signor Rossi. Cinque anni e mezzo da signor nessuno, mai un’intervista, qualche autografo e qualche selfie d’ordinanza, perché comunque è uno della squadra, ma niente di più. Poi un pomeriggio da protagonista, a quasi 31 anni, la sua prima vera volta sul palconescenico che conta davvero. Non è andata bene, ma non per colpa sua. Incolpevole sul secondo gol del Cagliari, inoperoso nel resto della ripresa. Quella di Francesco Rossi, classe 1991, è una storia bella, da raccontare anche ai ragazzini delle scuole calcio.  

La storia di un professionista serio, che non appare ma c’è, che si fa il mazzo in allenamento, nelle amichevoli, anche se la domenica resta sempre con la tuta, a fare da spettatore. Cinque anni e mezzo da terzo.  Mai coinvolto nelle rotazioni. Anche nell’estate 2020, dopo l’infortunio di Gollini e la promozione a titolare di Marco Sportiello, era stato relegato a terzo con l’innesto da secondo di Carnesecchi. 

Dal 2016 a ieri tre apparizioni che pochi hanno notato: cinque minuti a Cagliari nel 2018, un paio di minuti a Reggio Emilia contro il Sassuolo nel 2019 nella serata in cui la Dea si qualifica in Champions, qualcosa in più, una ventina di minuti, in una gara del luglio 2020 contro il Brescia, quando Gian Piero Gasperini sul 6-1 lo mandò in campo, anticipando quella sua breve passerella finale che di solito arrivava all’ultima di campionato.  

Lecchese di Merate, Rossi è arrivato nel vivaio atalantino a soli 10 anni, facendo tutta la trafila fino alla Primavera. Poi la gavetta in serie C, lontano dai grandi riflettori, prima a Lumezzane, poi al Pavia, al Cuneo, al Teramo, al Prato, fino alla Lupa Roma, meteora del calcio capitolino dove il lecchese ‘atalantino’ Rossi si guadagna una piccola fetta di celebrità pallonara, trasformandosi in bomber. 

Succede il 18 gennaio del 2015, in casa contro il Messina, sotto per 1-2, durante l’arrembaggio finale al 93’ c’è un calcio d’angolo per la Lupa e Rossi con un’incornata da centravanti trafigge il collega. 

L’Atalanta lo continua a seguire da lontano, apprezza la sua professionalità e lo richiama in nerazzurro nell’estate dell’arrivo di Gasperini, che lo fidelizza come terzo portiere. Nel turn over di questi sei anni nerazzurri Rossi è uno dei veterani con Toloi, De Roon, Freuler e Sportiello: sono gli unici rimasti da quell’estate 2016. 

Forse altrove giocherebbe di più, in serie B di sicuro avrebbe una possibilità da titolare. Forse anche in A, in qualche provinciale. Magari un giorno ci proverà. Intanto è uno del gruppo nerazzurro. E dopo essere entrato in campo con il Cagliari, Francesco Rossi da Merate può dire di aver giocato una partita vera con la Dea. E nel turno successivo contro la Juventus chissà… Musso sarà squalificato, dovrebbe giocare Sportiello, ma a questo punto non è detto. In ogni caso, Rossi la sua domenica da protagonista l’ha vissuta. 

Francesco Rossi tra i pali dopo l’espulsione di Musso con il Cagliari (credits: atalanta.it).

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