Gasperini da Cesena una ventata di ottimismo

Fabio Gennari |

«Un partita che ha dato buone indicazioni, la Juventus è una squadra forte e la loro velocità negli scambi è stata complicata da affrontare. Ci sono stati momenti in cui ci siamo proposti bene, i tre difensori, de Roon, Ederson e altri hanno giocato 90 minuti e questo è un bel segnale. Credo sia andata bene, sono soddisfatto».
Il tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, ha analizzato al termine dell’amichevole contro la Juventus la prestazione dei suoi affrontando anche argomenti importanti in tema mercato. Prima di tutto, Duvan Zapata. 
«Si allena da un mese, sta benissimo e lo ha dimostrato anche questa sera. L’anno scorso ha avuto un infortunio molto sfortunato che lo ha limitato nel finale di stagione. Spesso si parla di lui come di uno che ha avuto tanti infortuni ma non è così, tanti altri attaccanti di diverse squadre hanno avuto più infortuni di lui. Quando sta bene è devastante ed è un giocatore forte, non di certo uno da prestito a prezzo di saldo. Se rimane per me è uno forte su cui puntare, se la società decide altro vediamo». 
Il punto di vista è importantissimo anche perché lo scenario in attacco, secondo il mister, è molto chiaro. «Scamacca ha giocato ad aprile l’ultima partita, sono convinto che farà benissimo ma serve tempo. Tourè si è fatto male il 12 marzo a Siviglia e ha giocato l’ultima con l’Almeria perché era una gara decisiva: siamo comunque ad una partita in 5 mesi. Sono giocatori da inserire che forse hanno giocato, nello stesso periodo, meno di Zapata. Se arrivasse De Ketelaere, stesso discorso: ha fatto pochissimo. La società sta facendo cose molto buone sul mercato e ora, se proprio devo guardare al mercato, magari si può completare e allargare le scelte in altri reparti. Se Duvan resta, io sono contento».
Un’altra situazione da gestire è quella relativa al portiere. «Musso e Carnesecchi, per me, sono due portieri forti. Bisogna arrivare a fare una scelta se recuperare investimento Musso o valorizzare al massimo Carnesecchi, un ragazzo che per crescere ha bisogno di giocare e fare magari anche degli errori. Si rischia di penalizzare qualcuno, io sono contento di entrambi e se resteranno servirà gestire la cosa con intelligenza».
L’ultima riflessione degna di nota, da uno spunto su quanto fatto finora da Kolasinac e Bakker, è ancora per il mercato. «Kolasinac è un  giocatore che ha fatto campionati importanti ad alti livelli, ci ha messo pochissimo ad inserirsi: ha 30 anni ed è molto più facile per lui entrare nei meccanismi. Kolasinac per Palomino, Bakker per Maehle e Scamacca più Touré per Hojlund e Boga sono tutti cambi uno sull’altro, la società grazie ad Hojlund sta cercando di allargare ancora la rosa, in queste situazioni mi esalto non tanto perché dobbiamo andare in Champions League o vincere lo Scudetto ma per dare continuità al progetto e al futuro».

Gian Piero Gasperini in panchina allo stadio di Cesena (Ph: A. Mariani)

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