Giulia Gennari e il futuro da scrivere a Bergamo

Michela Corvetto |

La prima riflessione di Giulia Gennari, 26enne palleggiatrice, una volta indossata la maglia rossoblù del Volley Bergamo 1991 è stata la consapevolezza di essere arrivata al momento fondamentale della sua carriera di pallavolista. Un punto d’inizio, essendo il suo primo anno da titolare in A1. Una lezione di umiltà a tutto tondo da un’atleta che ha trascorso tre stagioni nel roster dell’Imoco Conegliano, vincendo tre Supercoppa Italiana, il Mondiale per Club, tre Coppa Italia, due Scudetti e una Champions League. Alla vigilia delle feste natalizie, non ha potuto prendere parte alla tradizionale serata solidale del Volley Bergamo 1991 perché l’indomani avrebbe discusso la tesi di laurea a Roma. Un esempio di serietà e attaccamento professionale. 

Giulia Gennari si è raccontata in una intervista, parlando delle emozioni passate e delle ambizioni future.

Che cosa è stata Bergamo in questi mesi? “Questi mesi sono stati tante cose… Ci siamo sorprese di noi stesse ad ogni partita, abbiamo provato tante emozioni diverse e abbiamo giocato gare che nemmeno noi ci aspettavamo di vincere. Spero che riusciremo a fare la stessa cosa nel ritorno, anzi ancora meglio. E a livello personale posso dire che sto bene qui, perché ho avuto la possibilità di giocare e perché mi diverto in campo e fuori”.

Abbiamo già visto la vera Giulia Gennari? “Secondo me si può fare di meglio… Sto cercando di tirare fuori tutte le mie caratteristiche e spero di scoprirne delle nuove. Mi piace spingermi sempre un po’ oltre, spero di superare i miei limiti”.

E la vera Bergamo, si è già vista in campo? “Anche lì si sono visti degli sprazzi, nel senso che ci sono state partite in cui abbiamo giocato benissimo e abbiamo avuto ottimi risultati e altre in cui abbiamo lasciato per strada qualche punto che potevamo portare a casa. Insomma, direi che si è vista Bergamo, ma si è vista un po’ altalenante, perciò l’auspicio per la seconda parte di campionato è quello di poter essere più costanti”.

Quali sono stati il momento più difficile e quello più esaltante? “I più esaltanti sono stati due: la partita contro Il Bisonte in casa, perché è stata la prima a Bergamo e con un tre a zero netto. E’ stato bello esordire nel nostro palazzetto così e ci ha dato il coraggio e la consapevolezza che possiamo dire la nostra. E poi la vittoria contro Chieri, che è stata un bel motore per noi.

Il momento che ci ha dato invece lo spunto per migliorare alcune cose sono state forse le due sconfitte con Macerata e Casalmaggiore, due partite che dovevamo e volevamo vincere”.

Arriva ora Conegliano, non un avversario qualunque per te: “E’ un avversario tosto per chiunque, per me in particolare: non lo affronto come un’ulteriore difficoltà perché mi piace giocare contro persone che conosco, a cui voglio bene e che stimo. So che dall’altra parte c’è un avversario che si è confermato essere il migliore al mondo e che quindi dobbiamo affrontare con questa consapevolezza. Non abbiamo nulla da perdere e la affronteremo come tutte le partite. Poi sarà il campo a parlare. Solitamente il più forte vince. Vedremo chi avrà la meglio…”.

Che cosa ci possiamo aspettare in questo girone di ritorno? “Sicuramente un’ulteriore crescita: siamo una squadra che dall’inizio del campionato è cresciuta molto, che sta continuando ad allenarsi bene e crescerà ancora. Spero che questi miglioramenti si possano vedere e spero che otterremo i risultati sperati”.

In arrivo ci sono anche i Quarti di Coppa Italia. Secondo te, lo sgambetto a Scandicci si può fare? “Sicuramente sarà una partita diversa dal solito, perché è una gara secca in cui può succedere di tutto. Staremo a vedere: sono una squadra molto forte, hanno molte soluzioni, quindi è difficile metterle fuori gioco. Non sarà semplice, ma la partita è da giocare, quindi si vedrà…”.

Ultima domanda: cosa chiedi al 2023? “Di essere soddisfatta di me stessa, dentro e fuori il campo. Sia come persona che come atleta”.

Giulia Gennari è arrivata a Bergamo all’inizio della stagione 2022-2023 (credits: Pernice Editori)

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