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Beijing Olimpic Winter Games 2022 - Yanqing National Alpine Skiing Center - Women's Downhill- Sofia Goggia (ITA) 15/02/2022 Photo: Gio Auletta/Pentaphoto
Bianca 5 Febbraio 2026di Federico Errante

Goggia cerca il terzo podio in discesa sull’Olympia delle Tofane

Il secondo posto nel superG di Crans Montana è il miglior abbrivio per la sua terza Olimpiade. Sofia Goggia sta quasi ribaltando il suo mondo poiché arriva ai Giochi con il pettorale rosso di quella che, fino a qualche tempo fa, era la sua “seconda” disciplina. Lo ha sempre detto la storia, che racconta di un palmares in cui la discesa ha sempre fatto la voce grossa: quattro coppe del mondo di specialità, l’oro di PyeongChang 2018 e l’argento di Pechino 2022. Ecco perché adesso l’Olympia delle Tofane diviene il terreno ideale per sognare a tutta velocità.

Arrivo all’Olimpiade – dice la 33enne bergamasca – tra carica ed emozione, è il massimo evento sportivo e mi ha sempre suscitato qualcosa d’indescrivibile. Ecco perché dico sempre che non esiste immagine migliore dei cinque cerchi. Quando li vedo per me quella è l’Olimpiade“. Sul bagaglio che porta in dote dalla Coppa del Mondo le idee sono altrettanto chiare: “Prendo il blocco intero, non faccio distinzioni. Pur con le oscillazioni e qualche weekend un po’ così tra condizioni varie e tracciature non esattamente sulle mie caratteristiche. Però essere là davanti in superG significa tanto. Al momento sto raccogliendo più in questa specialità rispetto alla discesa“. Anche perché si gareggia sulle “Tofane” che rappresentano qualcosa di unico: “Significa tornare a casa. E godermi la seggiovia a tre posti presa alla mattina presto per fare la ricognizione della discesa. Quando il sole sorge e illumina d’arancione le Tofane mentre la seggiovia procede lenta. Assaporare quella magia è impagabile. Cortina è un pezzo del mio cuore. Ho vinto quattro volte, può capitare che non arrivino altre vittorie. In uno sport outdoor in cui le condizioni sono estremamente variabili anche da un minuto all’altro. Conta solo essere in perfetto equilibrio psicofisico per offrire la miglior versione di me“. PyeongChang 2018, la “prima” indimenticabile con l’oro in libera: “Ho coronato quel sogno della bambina che sciava a Foppolo e scriveva su carta il suo desiderio più grande. E aver lasciato alle mie spalle il mio idolo Lindsey Vonn è stato pazzesco. Ero in forma, mi sono presa una medaglia incredibile“. Pechino invece rappresenta l’incredibile sì, ma costruito prima fuori dalla pista e poi in Cina: “Quando subisci un infortunio al ginocchio non sai mai cosa attenderti. Invece un legamento aveva retto e su quello ho impostato in 23 giorni la voglia d’essere al cancelletto. Ho i 16/100 sullo stomaco, eppure quell’argento ha un valore immenso. Non è stato un oro perso, bensì un successo inimmaginabile ad un mesetto scarso dalla rassegna“.

Sofia Goggia in discesa ai Giochi Invernali 2002 a Pechino (Ph: Pentaphoto)