Goggia la discesa mondiale resta incompiuta

Federico Errante |

Goggia, una delusione mondiale. Sofia “stecca” sulla Roc de Fer, inforca e dice addio ai sogni di gloria. A Meribel va in scena ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato. Una giornata a dir poco indecifrabile che sovverte quasi tutti i pronostici, a riprova che la manche secca nel grande evento lascia spazio a qualsiasi conclusione. La peggiore per la 30enne bergamasca. Che inforca una porta e viene squalificata. Non cade per merito di un numero tutto potenza e forza fisica, ma chiude male una giornata iniziata nemmeno troppo bene. Performance mai particolarmente brillante come invece accaduto nei test, con sbavature sparse e qualche “spigolatina” di troppo. Eppure la luce verde per 9/100 al primo intertempo ed il recupero, di 8, nel terzo avevano fatto abbozzare un sorriso, rimasto invece un miraggio dopo l’errore già menzionato. Il suo sguardo attonito dopo il traguardo si può considerare la fotografia del sabato transalpino. Che autorizzava a confidare nel terzo oro azzurro dopo Federica Brignone in combinata e Marta Bassino in superG. Anche perché senza l’impatto che ne ha frenato l’incedere e poi causato l’estromissione dalla classifica, Sofia sarebbe stata comunque davanti alla sorpresa e nuova campionessa iridata Jasmine Flury. Con i se ed i ma però non si fa la storia, quella che invece scrive la svizzera – una sola vittoria in carriera – con il suo 1.28.03. L’elvetica, peraltro, ha un segreto bergamasco per i suoi sci: lo skiman di Oltre il Colle Gigi Parravicini, una vita nel circo bianco e spesso braccio destro di Livio Magoni. Argento, a 4/100, per l’austriaca figlia d’arte Nina Ortlieb mentre il bronzo è andato alla detentrice del titolo e oro olimpico Corinne Suter, altra svizzera. Male anche le altre italiane: 13ma Elena Curtoni, 14ma Laura Pirovano e 18ma Nicol Delago.
“C’è tanto dispiacere – ha commentato Goggia a Raisport –, ma non posso rimproverarmi molto. Non mi ero neppure accorta dell’inforcata. Questa, come Lake Louise, è una pista su cui si può fare la differenza in due o tre punti, non di più. Perciò c’è per tante atlete lo spazio per vincere. La medaglia era alla portata, ma averla mancata non scalfisce la mia carriera ed il mio valore. Ora tutto ciò va digerito poi testa a Crans Montana, alle prossime gare (sabato 25 febbraio la discesa, domenica 26 il superG ndr)”. 

Sofia Goggia in un tratto di salto della discesa di Meribel (Ph: Gabriele Facciotti/Pentaphoto)

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