Milano, 11°
Outdoor 21 Marzo 2026di Marco Enzo Venturini

Grande impresa di Pogacar alla Milano-Sanremo

Coraggio, paura, dolore, riscatto e alla fine trionfo. C’è davvero tutto nella Milano-Sanremo 2026, forse una delle più belle della storia della Classicissima di Primavera e senz’altro la più memorabile degli ultimi anni. Ad aggiudicarsela è Tadej Pogacar riuscendo a precedere Tom Pidcock di mezza ruota in una palpitante volata sul traguardo. Ma l’aspetto davvero storico della vittoria dello sloveno sta nell’essere riuscito ad artigliare un successo che da sempre gli mancava dopo essere rimasto vittima di una caduta a 9 km dall’imbocco della temutissima salita della Cipressa e Costarainera. Aspetto che rende ancora più epico il suo trionfo, reso ancora più visibile dalle escoriazioni sulla gamba sinistra e dalle macchie di polvere sul calzoncino bianco che accompagna la sua maglia iridata. Sconfitto Mathieu van der Poel, crollato solo negli ultimi km, addirittura annichilito Filippo Ganna in una giornata in cui il ciclismo italiano è stato onorato anche da alcuni protagonisti bergamaschi. Sia la corsa maschile che quella femminile (andata a Lotte Kopecky, con Elisa Balsama e Chiara Consonni nella Top Ten, e caratterizzata da un’altra spaventosa caduta) sono iniziate con una lunga fuga caratterizzata dalla presenza di altrettanti atleti orobici: Lorenzo Milesi e Sofia Arici.

Proprio Milesi, insieme al compagno della Movistar Manlio Moro, ha fatto parte del plotone di nove uomini scappati quando la Milano-Sanremo (quest’anno, in realtà, partita da Pavia) era iniziata da una manciata di minuti. Con loro Martin Marcellusi e Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Andrea Peron e David Lozano (Novo Nordisk), Alexy Faure Prost (Picnic PostNL), Dario Igor Belletta e Mirco Maestri (Polti VisitMalta): scattati a quasi 300 km dal traguardo, Lozano molla a 70 km dalla fine, Peron a 50 (alla salita di Capo Mele). A 40 rimangono solo Milesi, Prost, Belletta e Maestri, all’imbocco della Cipressa si fa raggiungere dal gruppo anche Prost. Praticamente nello stesso punto, pochi minuti dopo, arriva la caduta di Pogacar che coinvolge altri ciclisti (tra cui Pellizzari, Jorgenson, Van Aert e un fin lì sornione Van der Poel). Tutti danno per persa la gara dello sloveno, ancora vittima del tabù della Classicissima di Primavera. Ma il campione del mondo non si lascia abbattere, monta nuovamente in sella e riparte con un ritardo vicino al minuto.

Milesi, eroico come Belletta e Maestri (che però sono in squadra insieme), si vede definitivamente raggiunto dal gruppo al pari dei suoi compagni di fuga quando ormai la pendenza della Cipressa si fa insostenibile: sono trascorse oltre sei ore dal loro scatto iniziale. A questo punto sale però in cattedra Pogacar, che scappa in salita con i soli Pidcock e Van der Poel che riescono a restargli a ruota. Quasi subito si staccano invece Pedersen e anche Ganna e Ciccone, mentre Van der Poel si arrende solo all’inizio del Poggio di Sanremo, di fatto ultima salita di una corsa e una giornata massacranti. Gli ultimi 3 km iniziano con una discesa in cui Pogacar non fa scappare Pidcock, per poi batterlo alla sprint facendogli solo sentire il sapore di un varco lungo le transenne che in realtà non c’è. Per lui è la Classica Monumento numero 11 in carriera, la prima Milano-Sanremo (da ricordare che dal 2021 ha vinto il Giro di Lombardia ogni anno, per cinque edizioni di fila). Il tutto dopo una giornata che lo ha fatto sembrare l’eroe di un film d’azione hollywoodiano, o il protagonista di un fumetto manga giapponese. A questo punto gli manca solo la Parigi-Roubaix. Van der Poel chiude addirittura ottavo, con Andrea Vendrame sesto e primo degli italiani. Matteo Trentin ed Edoardo Zambanini sono in Top 10 (nono e decimo).

Nella Sanremo Women la protagonista bergamasca è invece Sofia Arici (Vini Fantini-BePink) a prendere l’iniziativa insieme ad Eleonora La Bella (Aromitalia Vaiano) e Constance Valentin (Mayenne Monbana My Pie), le prime ad impostare una fuga che le vedrà presto raggiunte da Katia Ragusa (Human Powered Health), Lara Crestanello (Isolmant-Premac-Vittoria), Heidi Franz (St Michel-Preference Home-Auber93), Eleonora Deotta (Mendelespeck E-Work), Sara Lucconi (Top Girls Fassa Bortolo) e Bodine Vollering (VolkerWessels). A 100 km dal traguardo sono loro a fare l’andatura, conservandola fino agli ultimi 30. Alla Cipressa arriva però una spaventosa caduta che coinvolge tra le altre Margaux Vigié, Kasia Niewiadoma e Kim Le Court. Terrore in particolare per Debora Silvestri (Laboral Kutxa – Fundación Euskadi): la 27enne veronese precipita addirittura oltre il battistrada finendo catapultata in un sentiero sottostante. Immediatamente soccorsa, per fortuna senza aver mai perso conoscenza. Tirato un enorme sospiro di sollievo, si può tornare a correre a cuore un po’ più leggero. E anche qui la vittoria arriva in volata, quando Lotte Kopecky batte Noemi Ruegg. Classifiche finali alla mano, le donne fanno sorridere più degli uomini sia per quanto riguarda l’Italia in generale che Bergamo in particolare: terza chiude infatti un’ottima Eleonora Camilla Gasparrini, ottava e decima le orobiche Elisa Balsamo (piemontese trapiantata a Sarnico) e Chiara Consonni.

L’arrivo vittorioso in volata di Tadej Pogacar sul traguardo di Sanremo (credits: milanosanremo.it)