La Formula 1 non chiude i conti, anzi: li mischia e complica ancora di più. La domenica che avrebbe potuto consacrare Lando Norris come campione del mondo si chiude con un harakiri strategico della McLaren, che avvicina al titolo Max Verstappen come forse non lo era mai stato in tutto il corso del 2025. L’olandese della Red Bull vince anche il Gran Premio del Qatar, arrivando a quota 7 successi in stagione come Oscar Piastri e lo stesso Norris. E questo significa che il suo ritardo in classifica dal britannico è ora di appena 12 punti. E manca solo una gara alla fine, che deciderà il corso di uno dei campionati più folli della storia.
La verità della pista racconta infatti che a Lusail la McLaren aveva tutte le possibilità di conquistare quantomeno la vittoria, con Verstappen potenzialmente estromesso da ogni discorso per il titolo. Una strategia scriteriata dal muretto box, però, lascia tutto aperto. E, soprattutto, sposta il pendolo emotivo del campionato tutto a vantaggio di SuperMax. Capace, oltretutto, di vincere al termine di un weekend iniziato con gravissimi problemi di assetto su una Red Bull talmente ingovernabile al venerdì da renderlo più lento del compagno Tsunoda. Poi però arriva il Gran Premio della domenica, con le fatidiche «papaya rules» che non vengono meno neanche nel momento fatidico della stagione. Ma il prezzo di questa decisione potrebbe essere salatissimo.
La prima chiave del risultato finale si concretizza già alla partenza: Piastri dalla pole position mantiene il comando della gara, Norris dalla seconda posizione è più conservativo e accetta di farsi superare da Verstappen. Se lo può permettere. Ciò che Lando non si aspetta è che al settimo giro entri la Safety Car, dopo una collisione tra Hulkenberg e Gasly. Ma la Formula 1 aveva già deciso che nessun treno di gomme avrebbe potuto correre più di 25 giri del Gran Premio del Qatar (su 57 totali). Così tutti i piloti in pista sfruttano il momento per effettuare il primo pit stop: tutti tranne le McLaren. E la sensazione è che il team di Woking non se la sia sentita di differenziare le strategie, con il rischio di dare la sensazione di favorire Norris a discapito di Piastri. Tanto più che polemiche in tal senso ce ne sono già state, e l’australiano poco ha fatto per placarle.
Il risultato è però disastroso. Di fatto entrambe le McLaren si ritrovano a dover recuperare per tutta la gara un pit stop di svantaggio, e su una pista in cui solo percorrere la corsia dei box fa perdere 26 secondi. L’ottimo stato di forma di Piastri non si rivela sufficiente a recuperare il solito sornione, serafico, martellante e implacabile Verstappen che da potenziale terzo o massimo secondo si ritrova in testa alla gara per gentile concessione degli strateghi della scuderia rivale. Ancora peggio va a Norris, in difficoltà per tutto il fine settimana rispetto al compagno di squadra, e che addirittura si ritrova quinto al termine della girandola dei cambi gomme. Solo una sbavatura di Kimi Antonelli gli permette di artigliare almeno il quarto posto, alle spalle di un sensazionale Carlos Sainz che riporta la Williams al terzo. E una giornata iniziata con 22 punti di vantaggio su Piastri e 25 su Verstappen si chiude con numeri da incubo: Max è a -12, Oscar a -16.
La McLaren ha ancora in mano il proprio destino, e in particolare ce l’ha Lando Norris: se Verstappen dovesse vincere anche ad Abu Dhabi, all’inglese basterà centrare il podio per laurearsi campione. Certo è che il compito poteva essere infinitamente meno complicato. Chi non ha letteralmente più nulla da chiedere al suo campionato è invece la Ferrari, ormai distaccata di 44 punti in classifica dalla Red Bull e quindi certa di chiudere il 2025 da quarta forza in pista. Tra qualifiche, Sprint Race e gara, le Rosse archiviano uno dei peggiori appuntamenti iridati di una stagione già di per sé estremamente deludente. Charles Leclerc chiude ottavo, ma solo grazie ai ritiri di Hadjar e dei già menzionati Hulkenberg e Gasly. Lewis Hamilton è addirittura dodicesimo, paradossalmente dopo un Gran Premio che rappresenta il picco massimo di un weekend trascorso per il resto del tempo da terzultima forza della griglia. A Maranello è davvero tutto da rifare, nella speranza che il 2026 rappresenti una ripartenza non più rimandabile.
Max Verstappen ha pareggiato le vittorie stagionali di Norris e Piastri (credits: Oracle Red Bull Racing)





