Hojlund un ciclone in campo

Fabio Gennari |

«Hojlund – Haaland? Le caratteristiche sono simili, soprattutto nelle accelerazioni. Il danese corre i 100 metri in meno di 11 secondi, ha tecnica e forza oltre al baricentro basso e ad una frequenza di passo incredibile. Può crescere molto». Quando parla di Rasmus Hojlund, centravanti danese classe 2003 già arrivato a 5 gol in campionato (sesto complessivo considerando anche la Coppa Italia), è difficile fermarsi ai numeri. Per quanto importanti, infatti, i riferimenti dati da gol e assist non permettono di disegnare con la giusta precisioni i contorni di un calciatore che, oggi, rappresenta a tutti gli effetti il “progetto di un campione”. 

Hojlund ha una fame, una grinta e una caparbietà che valgono tantissimo nelle sue prestazioni, dal punto di vista calcistico è fondamentale che riesca a “legare” con sempre maggior precisione il gioco della squadra in fase di costruzione venendo ad appoggiare e cercando di alternare la ricerca della profondità al fraseggio avanzato. Ha appena 20 anni e sono tutte cose che con la costanza e gli allenamenti si possono affinare mentre il resto, tutto il resto, fa parte del suo bagaglio. Perché non puoi imparare la ferocia, non puoi allenare il fuoco pallonaro che brucia dentro a questo ragazzo arrivato dalla fredda Danimarca ad infiammare il popolo nerazzurro. 

Già nel primo tempo un paio di sgasate meritavano miglior fortuna, al 5′ del secondo tempo il giovanotto ha fatto una roba incredibile: angolo per la Lazio, palla messa fuori e Hojlund che da dischetto a dischetto compie una progressione che in 14 secondi (con appena 3 tocchi di palla, tiro compreso) lo porta alla conclusione solo davanti a Provedel. In particolare, il primo tocco su appoggio di Lookman a portarsi la palla in avanti con accelerazione improvvisa tra Hisaj e Luis Alberto è quello che ha messo in mostra tutta la potenza del numero 17 degli orobici. Davanti al portiere si poteva fare di più? Senza dubbio ma qui siamo al confine tra il grande giocatore e il fenomeno assoluto: se non si monterà la testa e continuerà a lavorare come fatto fino ad oggi, le possibilità che il ragazzo entri nell’Olimpo dei migliori sono davvero parecchie.

L’attaccante danese, classe 2003, è arrivato a quota 6 gol in stagione (credits: atalanta.it)

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